Molti Spitex non riusciranno a coprire i loro costi
Crescita e costi nel Servizio Spitex: serve una modifica della legislazione cantonale
La Presidente dell’Associazione Spitex dei Grigioni, Ida Maissen, risponde a domande scottanti.
La domanda di prestazioni del Servizio Spitex aumenta sensibilmente di anno in anno – per quali motivi?
Da anni si assiste all’aumento della parte di popolazione più anziana, che come tale ricorre più spesso al Servizio Spitex. Inoltre gli ospedali tendono a raccorciare il ricovero dei pazienti, per cui c’è maggiore bisogno dell’assistenza post-ospedaliera. E infine si amplia la proposta delle prestazioni, perché questo rientra nelle attese e nelle esigenze della popolazione. In maggioranza le persone desiderano, se possibile, essere assistite o curate a casa e quindi esigono un’offerta adeguata di prestazioni. L’aumento delle prestazioni ha determinato naturalmente anche una maggiore professionalizzazione nell’ambito delle strutture.
Riesce il Servizio Spitex a trovare a sufficienza personale specializzato per coprire l’aumento delle prestazioni?
Le organizzazioni Spitex si impegnano con intensità nella formazione di personale specializzato e dispongono pure di posti di lavoro attrattivi. Offrono condizioni di lavoro veramente buone alle persone che apprezzano il lavoro indipendente, compiti variati o incarichi a tempo parziale. Tutto questo non basta però per disporre sempre e ovunque di personale a sufficienza. Anche il Servizio Spitex è toccato ogni tanto dalla penuria di personale, così come avviene in genere nel campo della cura.
La forte domanda di prestazioni Spitex fa pensare che si guadagni molto.
No, il finanziamento è spesso difficile. Dobbiamo far fronte a molte prestazioni non conteggiabili, come il tempo di viaggio per recarsi sul luogo di lavoro, i dispendiosi lavori amministrativi, le prove di prestazione e di qualità per il legislatore, la coordinazione e la collaborazione con altri servizi, i piani di intervento che mutano velocemente e altro ancora. Le entrate sulla base delle tariffe coprono solo poco più del 50% dei costi.
Ma i costi scoperti vengono assunti dal Cantone o dai comuni.
In merito la legge dà indicazioni precise. I contributi coprono i costi delle cosiddette organizzazioni economiche. L’aliquota è fissata a un livello talmente basso, che delle 20 organizzazioni Spitex solo sei o sette sono in grado di far fronte alle spese sulla base degli importi previsti dalla legge.
Quali sono dunque i motivi di queste differenze dei costi?
Le condizioni regionali e le premesse per svolgere i compiti non sono dappertutto uguali. Non si può per esempio fare una comparazione lineare tra la Val Monastero e la Valle del Reno a Coira, oppure tra la Val Bregaglia e l’Alta Engadina o la Surselva. Un’organizzazione Spitex che può lavorare in modo stretto con un ospedale o con una casa di cura, dispone di condizioni diverse rispetto a un’organizzazione che deve affrontare tutto da sola. Le vie di accesso sono diverse ecc. Queste differenze vanno considerate e dovrebbero essere contemplate anche nella legge.
E come si finanziano quelle organizzazioni, alle quali i contributi previsti non bastano?
Devono affidarsi alla disponibilità dei comuni di assumere i costi restanti. Ma tutto questo diventa sempre più difficile, dato che numerosi comuni sono alle prese con una situazione finanziaria tesa.
Esiste quindi il rischio che il Servizio Spitex debba ridurre le prestazioni?
Il Servizio Spitex si sforza e fa di tutto, affinché questo non accada. Ma si corre naturalmente il rischio di ridurre le prestazioni. E questo rischio si acuisce se persistono a lungo le ripetute misure di risparmio. Forse un giorno si dovrà veramente limitare il servizio serale o notturno, la durata degli interventi o determinate prestazioni nell’ambito dell’economia domestica. Oppure si dovrà ricorrere a personale meno qualificato. Se queste limitazioni non possono essere compensate da parte dei parenti – sia perché non riescono, sia perché non vogliono – la cura e l’assistenza ambulatoriali in diversi casi non è più possibile.
Significa che si dovrà ritornare sempre più sulla cura stazionaria, in case di cura o ospedali? Questo costerà di più.
Sì, dopo il temporaneo risparmio dovuto alla riduzione delle prestazioni del Servizio Spitex, si assisterebbe a lunga scadenza a un aumento delle uscite, poiché nel campo stazionario dovrebbe essere estesa la capienza. Una simile evoluzione non sarebbe auspicata dai rispettivi interessati, i quali desiderano essere assistiti, finanze permettendo, tra le pareti domestiche il più a lungo possibile.
Che cosa si dovrebbe fare, affinché il Servizio Spitex non sia frenato involontariamente?
Le organizzazioni Spitex producono sforzi continui, con l’intento di facilitare tutte le riduzioni sostenibili dei costi e di sfruttare il margine di manovra. Una delle premesse più importanti per la riduzione dei costi è tuttavia anche l’eliminazione di prescrizioni legali e regole eccessive e quindi del dispendio amministrativo e della burocrazia. Tutti devono contribuire e cambiare il proprio modo di pensare; il legislatore, gli assicuratori delle casse malati, le autorità e anche le stesse organizzazioni Spitex.
La sola riduzione dei costi non cambia più di tanto sostanzialmente, nel senso che molte organizzazioni Spitex non riusciranno anche in futuro a coprire i loro costi, a causa del menzionato calcolo dei contributi del Cantone e dei comuni. Solo una modifica della legislazione cantonale può porvi rimedio. Nell’ambito del finanziamento vanno considerate le condizioni regionali. L’Associazione Spitex si sforza da parecchio tempo per giungere a una modifica della legge in merito al finanziamento e a proposito della riduzione del dispendio amministrativo.
Associazione Spitex dei Grigioni





















