La musica è musica è musica
UNCOOL Festival e storie di famiglia
Ho organizzato i festival UNCOOL proprio per Poschiavo e la bellissima valle dove ha vissuto mia bisnonna Matilde Dorizzi, proveniente da una famiglia contadina che possedeva dei terreni ad Aino e a La Rösa, compresa la casa che canta: O sole mio, e recita: Oggi seren non è, diman seren sarà, se non sarà seren, si rasserenerà.
Ai tempi della mia bisnonna – quando è morto suo padre – si diceva che le femmine non hanno diritto all’eredità e siccome la famiglia Dorizzi aveva sette figlie e nessun maschio, la chiesa ha incorporato il patrimonio Dorizzi – così si diceva in famiglia. La bisnonna Matilde ha sposato un ticinese vagante di nome Pietro Bondietti che era costruttore di professione e che ha costruito delle case in valle: Via dal Poz 69 (costruita nel 1893) a Poschiavo, dove abito, la casa della mia vicina, Caterina Cortesi, la classicistica casa rosa a Le Prese (716) e probabilmente altre.
Suo figlio Eugenio Bondietti ha passato la propria infanzia e anche la sua vecchiaia in Via dal Poz. Tante storie su di lui mi vennero raccontate dai suoi compagni di caccia. Andava con il suo cane da caccia Toni, un Deutsch-Drahthaar, e aveva un gatto di nome Miming. Fumava sigarette, aveva dei capelli ondulati, bianchi e densi e un baffo grosso come un tricheco. Mi ricordo anche che aveva una dentiera e vedevo come a tavola, prima di iniziare a mangiare, la faceva scivolare in maniera più o meno discreta sotto il tovagliolo di lino fino. A lui piaceva il caffè latte con pane secco che si conservava su delle assi infilate nei cerchi di metallo appesi al soffitto e si martellava a pezzi.
Alle pareti delle stanze al primo piano erano appese delle corna, soprattutto di camosci, ma anche di capriolo oppure di cervo. Aveva degli uccelli impagliati, tra cui un’upupa, un martin pescatore, un picchio muraiolo. Nei cassetti della scrivania si trovava Brehms Tierleben in parecchi volumi. Gli anni migliori della sua vita li aveva passati a Zurigo, lavorando anche lui come costruttore di case. Sposò Ida nata Neururer, una donna di cuore e con fede in Dio, dalla cui unione nacque mia mamma Egilda, figlia unica. Lei sposò nel 1947 mio padre Paul Julius Müller che per tanti anni gestì con lei il Psychologisches Institut Zürich. Mia sorella Clotilde ed io siamo tornate a Poschiavo proseguendo così la radice materna poschiavina.
Prima di venire ad abitare a Poschiavo sono stata a Berlino (1991-1999), dove ho perfezionato il tedesco e seguito la musica contemporanea andando ai tanti concerti internazionali di vari stili, dalla classica alla musica underground, musica improvvisata, jazz, noise, ethno. La scena musicale a Berlino era ricca di fermenti e di creatività e fortunatamente spesso si pagava poco. Dopo il crollo del Muro (1989) c’era un’atmosfera di grandi speranze e d’apertura verso lo sconosciuto – l’ovest oppure l’est erano tutti da scoprire. C’era una gioia nell’aria e nella musica che portava al cosmo vasto del suono sempre diverso e inascoltato. Dal niente nelle case occupate nascevano piccoli club con un programma quasi giornaliero di musica, arte, teatro. Festival di musica invitavano a tuffarsi in sfere magiche. Si girava il mondo attraverso la musica, alla scoperta di espressioni culturali al di là del famigliare. La diversità dei suoni, del pensiero, della poesia, della pelle, della lingua… Il mondo è tondo e non ci sono confini eccetto quelli creati artificialmente e in modo superfluo dall’uomo.
Quando ho iniziato ad organizzare il primo festival, ho deciso di abitare nella casa materna a Poschiavo. Mi sembrava che questa valle così preziosa meritasse altro che lo smog della città che arriva ogni tanto col vento del sud. Mi sembrava che potevo aggiungere una qualità di vita – la musica, l’arte – a una valle spesso detta tagliata fuori dell’esperienza culturale, alle spalle la mondanità engadinese, teatro in passato di lotte religiose, con comuni dipendenti dalle Forze Motrici Brusio / Rätia Energie / Repower che li spingono alla firma di contratti sfavorevoli al loro sovrano… Questa valle che è stata premiata con il logo del patrimonio mondiale grazie alla geniale opera d’ingegneria della Ferrovia Retica. Una valle che dava ospitalità al compositore barocco illuminato Johann Simon Mayr, stampava il Werther di Goethe in italiano clandestinamente, bruciava le cosiddette streghe e per poco tempo ospitò La Scariza, una rivista alternativa – il cui ruolo oggi è assunto in parte dal giornale internet ilbernina.ch.
Una valle detta stretta, ma abbastanza aperta grazie alla tradizione d’emigrazione e d’immigrazione – i Poschiavini si trovano dappertutto nel mondo e conseguentemente portano il nuovo a Poschiavo – come avvenne per esempio coi Palazzi al sud del villaggio, la panetteria Tosio che faceva gli scones inglesi negli anni settanta…
Il festival è il mio modo di portare la musica contemporanea delle grandi città a Poschiavo. Il programma offre sempre musica di classe mondiale, musica etnica della Siberia, musica d’orchestra, nuovi talenti della musica improvvisata, presenta progetti coinvolgendo diversi linguaggi d’espressione come l’arte visiva, il film, il video, le istallazioni, visioni per un futuro alternativo…. Mi interessava far vedere una parte della mia esperienza fatta all’estero, di contribuire in un modo fuori del quotidiano alla nostra società alpina, di creare dei festival che sono in sé un’opera d’arte.
A partire dal 1999 ho organizzato assieme a un piccolo staff otto festival, uno più bello dell’altro, e già dall’inizio sono stati incisi e messi sul mercato vari concerti tenuti al Lago di Poschiavo e nel Cinema Rio. E finalmente nel 2012 è uscito il primo video: una registrazione di UNCOOL 2003 con The Sun Ra Arkestra diretta da Marshall Allen, per l’edizione uncool – in tempo per celebrare la nuova, spettacolare esibizione dell’orchestra sul palco della Piazza, con costumi meravigliosi di Ina Mehnert e con una ricca strumentazione – sassofoni, ottoni, archi, sarangi, arpa, contrabbasso, chitarra, kora, bolong, percussioni, batteria – che orchestra stupefacente con due ballerine bellissime!
Ho spesso dedicato i festival a grandi musicisti del jazz e della musica improvvisata: 1999 Cecil Taylor (piano), 2001 Charles Gayle (sassofono tenore), 2003 Marshall Allen (sassofono alto, clarinetto, flauto, EVI) 2005 Egberto Gismonti (chitarra, piano), 2007 Sainkho Namtchylak (voce), 2011 Daisuke Fuwa (basso, direttore del Shibusa Shirazu Orchestra) e 2012 Michael Ray (tromba, voce). UNCOOL 2009 era dedicato alla nostra galassia solare in occasione dell’anno internazionale dell’astronomia. Nel 2000 Werner Lüdi (sassofono tenore) suonava a Poschiavo uno dei suoi ultimi concerti, 2002 The Sacred Mountain Project di Alan Silva (basso, synthesizer) si teneva anche a Bormio, nel 2004 ho portato la Sun Ra Arkestra al festival Ustuu-Huree a Chadana (Repubblica Tuva, Siberia) e nel 2010 abbiamo festeggiato con Hans Kennel (corno delle alpi) il centesimo compleanno della Ferrovia Retica sull’Alp Grüm.
Le prime edizioni erano accompagnate da un libretto con contributi dei musicisti; per ogni edizione venivano stampati anche una cartolina o un flyer e un manifesto a colori. All’inizio del Festival parlavano non solo la Südostschweiz, i giornali poschiavini e valtellinesi, ma si trovavano anche articoli sulla NZZ, sul Tages-Anzeiger, Il Manifesto, La Repubblica…. Perlomeno il festival acquisisce velocemente una reputazione internazionale come bellissimo festival artistico anche grazie ai musicisti entusiasti che diffondono la notizia e giornalmente mi arrivano richieste per suonarvi e CD da musicisti conosciuti e sconosciuti.
Musica è musica è musica – bisogna solo ascoltare – non ci vuole nessuna formazione per godersi un concerto. Il suono ci può toccare il cuore, dipende dalla sua qualità ed intensità. Creare dei suoni che ispirano, che sono come il cibo che rinforza la mente, suoni che guariscono il corpo, che trasmettono vita, gioia e godimento, suoni che ci fanno viaggiare nella fantasia, nell’universo della musica… questo è sempre stato lo scopo del festival.
Adesso sembra che si fermi tutto qui con quest’ultima splendida edizione – mancano troppi soldi e i contributi stanziati non coprono le spese, nonostante si abbia fatto tutto il possibile per mantenere i costi bassi. Ancora una volta tocca a me coprire il deficit. Chi si sente di contribuire con una piccola o grande donazione è invitata/invitato ad usare il nostro conto postale 90-106511-1 per UNCOOL / Associazione Cultura la ciaf, 7742 Poschiavo, oppure diventare membro per sostenere il festival e ricevere il primo DVD come premio (vedi www.uncool.ch >>> membership). Spero che ci sia un Deus ex machina che riesce a salvare uno dei più bei festival della Svizzera e del mondo per il futuro…
Grazie mille di cuore a tutti coloro che hanno sostenuto il Festival con un contributo finanziario o con volontariato e servizi gratuiti!
Cornelia Müller
Associazione Cultura la ciaf, Poschiavo
www.uncool.ch





























