Traliccio
Leggi la poesia di Ezio Maifrè
Così come sono gradevoli le comodità del vivere moderno, grandi possono essere le sofferenze d’animo dell’uomo che contempla una natura snaturata dalla sua mano. Ne è valsa veramente la pena?
Felice l’uomo che non ha visto “com’era prima la mia Valle“ perché la sua sofferenza non gli attanaglia il cuore con il ricordo. Per i posteri queste “macchie d’unto sulla natura” faranno parte del loro vissuto e nulla sarà ricordato. Solo a noi anziani tocca, forse ancora per poco, soffrire della “turpe“ visione. Poi l’animo finalmente sarà quieto.
Traliccio
L’artiglio d’acciaio punge il mio cuore
come uno scorpione
mentre osservo la Valle dei tigli di Ronco.
Sovrasta pini e abeti con inaudita violenza
e offende il belvedere della Valle.
Il sottile e monotono ronzio dei fili
mi rammenta il soffio di una vipera.


















