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CRONACA
martedì 9 marzo 2010.
Emergono nuovi dettagli del progetto miliardario di Rätia Energie
Proposta la creazione di due ''laghetti satellite'' al Botul e a Miralago
Rispetto alla serata dello scorso giugno - quando fu presentato il nuovo progetto di centrale ad accumulazione con sistema di pompaggio di Rätia Energie - non sono emerse grosse novità nell'ultimo incontro con la popolazione, datato venerdì 5 marzo 2010. Alcuni dettagli della colossale impresa stanno tuttavia diventando più concreti. Ma il dato che più conta è che la collaborazione tra Rätia Energie, organizzazioni ambientaliste, autorità e i vari gruppi interessati sembra funzionare al meglio.

"Il progetto Lago Bianco è un segnale evidente del nostro legame e del nostro radicamento nella Valle", ha dichiarato in apertura il direttore di Rätia Energie Kurt Bobst davanti al folto pubblico accorso alle palestre di Poschiavo.

"Le premesse per questo progetto sono straordinarie", ha proseguito Felix Vontobel, vicedirettore e responsabile impianti di Rätia Energie: "Il salto tra i bacini del Lago Bianco e del Lago di Poschiavo è ideale, la linea di trasmissione è potente e questa variante presenta notevoli miglioramenti ecologici". "L'opportunità si offre ora", ha avvertito Vontobel. "Al momento ci sono altri progetti simili in fase di pianificazione o realizzazione. La capacità di rete è però limitata e saranno perciò i primi progetti realizzati ad assorbire questa capacità."


Felix Vontobel
"Questo impianto di portata internazionale ci offre l'opportunità di avere un ruolo trainante e pionieristico", ha detto il vicepresidente di RE. "L'investimento - ha aggiunto - avrà ricadute importanti anche in Valposchiavo". La decisione è ora nelle mani della popolazione della Valposchiavo, che sarà chiamata ad esprimersi sul progetto di concessione entro la fine del 2010. Ma anche gli abitanti di Pontresina avranno voce in capitolo, visto che parte del Lago Bianco si trova nel territorio del comune engadinese.


Le caratteristiche del progetto da 1,5 miliardi di franchi erano già state spiegate lo scorso mese di giugno, ma vale la pena riprenderle brevemente:

La centrale avrà una potenza di 1000 megawatt. L'acqua sarà captata nel Lago Bianco e verrà convogliata tramite una galleria sotterranea in pressione lunga 17,5 chilometri nella parte destra della valle fino alla zona di Böc da Caral (2137 m s.l.m.). A Palü e Cancian ci saranno due ulteriori prese d'acqua. Al Böc da Caral verrà realizzato un pozzo a pressione, da dove partirà una condotta forzata del diametro interno di 4,2 metri, che porterà l'acqua fino alla nuova centrale elettrica sotterranea di Camp Martin, sul lato ovest del Lago di Poschiavo, a monte della strada cantonale. Lì saranno installate turbine e pompe che da un lato produrranno corrente elettrica e dall'altra saranno in grado di ricondurre l'acqua fino al Lago Bianco. Una linea interrata di ca. 1,5 km collegherà la centrale alla rete elettrica di 380 kV nella zona di Golbia.

Rispetto al contestato "Progetto 95", che aveva indotto le organizzazioni ambientaliste a ricorrere fino al Tribunale federale, il nuovo progetto ha un minor impatto ambientale. La diga del Lago Bianco sarà alzata di 4,35 metri (invece dei 17 inizialmente previsti), passando da 18 a 26 milioni di metri cubi d'acqua, e il tracciato della ferrovia rimarrà inalterato (a differenza di quanto prevedeva il "progetto 95").

La situazione è invece più complessa per quanto riguarda il Lago di Poschiavo, che sarà soggetto a maggiori variazioni. In inverno il livello dell'acqua potrà subire sbalzi da 0,4 a 2,4 metri al giorno e da 2,3 a 5,5 metri alla settimana, mentre d'estate le escursioni saranno leggermente minori: da 0,3 a 1,0 metri al giorno e da 1,9 a 2,8 metri alla settimana. Lo scambio idrico tra i due laghi raggiungerà un massimo di 71'000 litri al secondo, pari al volume di 335 vasche da bagno. Nel Lago di Poschiavo, la presa dell'acqua avverrà a una profondità di 35 metri. Ciò dovrebbe permettere di evitare un rimescolamento dell'acqua superficiale, che sarebbe dannoso per le alghe e i pesci.



Il palco dei relatori ripreso dalla telecamera della RSI: guarda il servizio del Quotidiano

Nella fase di pianificazione sono stati creati diversi gruppi di lavoro, nei quali sono stati coinvolti tutti i maggiori interessati, dalle autorità comunali e cantonali agli agricoltori, dalle organizzazioni ambientaliste ai pescatori. Ciò dovrebbe anche permettere a RE di coprirsi le spalle da eventuali ricorsi in futuro. "I gruppi di lavoro - ha spiegato Roberto Ferrari, responsabile dello sviluppo impianti idroelettrici di RE - si sono occupati di vari aspetti, come l'analisi geologica della roccia, la logistica dei cantieri, la gestione dei materiali di scavo, l'impatto ambientale e le misure di compensazione. Tutto ciò dovrebbe portare all'elaborazione del progetto di concessione che sarà presentato quest'estate."

Se la popolazione valposchiavina e le autorità cantonali dovessero dare il nulla osta, i lavori veri e propri inizierebbero nel 2013 e dovrebbero terminare nel 2019/20, quando è prevista l'entrata in funzione del nuovo impianto. La Valposchiavo potrebbe dunque diventare presto un grande cantiere: i lavori principali si svolgeranno a Cambrena e Camp Martin, ma si lavorerà anche a Palü, Li Mandri, Cancian, Plan di Laghet e Torn. Per raggiungere i vari cantieri saranno utilizzate strade forestali, mentre tra Camp Martin e Plan di Laghet è prevista la costruzione di una funivia. Le diverse tonnellate di materiale estratto saranno in parte riutilizzate, tra l'altro per rafforzare le sponde del Lago Bianco e per la eventuale creazione dei "laghetti satellite" presso il Lago di Poschiavo.


La galleria attraverserà il lato ovest della valle. In rosso la funivia tra Camp Martin e Plan di Laghet (immagine RE).

"Un progetto ecocompatibile è possibile", ha affermato Jakob Grünenfelder, della società ecowert che ha realizzato gli studi ecologici per RE. "Anzi vi è la possibilità di un miglioramento dal profilo ecologico rispetto alla situazione attuale", ha spiegato Grünenfelder, riferendosi alla regolarizzazione degli afflussi d'acqua nel Poschiavino e alla rivitalizzazione dei corsi d'acqua. Una valutazione dell'impatto ambientale è d'altronde una condizione necessaria per l'approvazione da parte del governo. I risultati di queste indagini saranno tuttavia disponibili solo nei prossimi mesi e potranno trovare conferma solo una volta terminati i lavori.

Dello studio ambientale fa parte anche il recente censimento delle sorgenti: alle 70 già note se ne sono aggiunte 155 annunciate proprio grazie al censimento. Queste sorgenti saranno monitorate regolarmente fino a 5 anni dopo il termine dei lavori. Stando all'esperto di ecowert, il rischio di danneggiare le sorgenti con la costruzione della galleria è limitato.

Rimane il fatto - ha avvertito Grünenfelder - che "stiamo parlando della costruzione di una centrale, non di un biotopo: un certo impatto ambientale è inevitabile" . Gli impatti eccessivi dovranno però essere compensati, ad esempio tramite la rivitalizzazione dei corsi d'acqua.


Un esempio di fiume rivitalizzato: l'Inn presso Zuoz (immagine RE).

Sulla stessa linea si è espresso anche l'ingegnere forestale Gilbert Berchier: "Il progetto è ecologicamente compatibile, a condizione che vengano effettuate sostanziali misure di compensazione. Queste misure non sono previste per soddisfare le richieste degli ambientalisti, ma perché così impone la legge".

Il direttore dell'Ufficio della natura e l'ambiente dei Grigioni, Remo Fehr, ha infatti spiegato che l'attuale progetto corrisponde alle prescrizioni ambientali a condizione che rispetti le esigenze paesaggistiche e che l'autorizzazione della concessione contenga misure concrete di compensazione.

Oltre alla rivitalizzazione, sono previste opere di protezione contro le piene nel Poschiavino e misure di compensazione a favore dell'agricoltura. I dettagli di questo piano sono attesi per il prossimo mese di giugno, quando RE informerà nuovamente la popolazione.

L'idea che più ha suscitato curiosità tra i presenti è quella di creare un "laghetto satellite" al Botul, ovvero chiudere l'insenatura presso l'ex pescicoltura in modo da creare uno specchio d'acqua stabile e naturale, immune alle repentine variazioni a cui sarà soggetto il Lago di Poschiavo. Inoltre, se il progetto dovesse vedere la luce, il porto delle barche sarà spostato dal Botul a Le Prese.


Una lingua di terra potrebbe separare il Botul dal resto del Lago di Poschiavo (immagine RE).

Novità in vista anche a Miralago, dove per garantire un deflusso continuo nel Poschiavino verso Campocologno si sta valutando la possibilità di creare un secondo "lago satellite". Ma anche in questo caso si stanno esaminando diverse varianti.


Anche a Miralago si sta valutando di creare un "laghetto satellite" (immagine RE).

Anita Mazzetta, a nome di WWF, Pro Natura, Fondazione Greina e della federazione dei pescatori, ha poi rilevato come la nuova "cultura del dialogo" tra Rätia Energie e le organizzazioni ambientaliste prosegua tuttora con successo. Le discussioni degli ultimi mesi hanno ad esempio permesso di ridimensionare gli interventi a Cancian e Palü. L'autorizzazione della nuova centrale idroelettrica dipende fortemente dalle misure di compensazione, ha detto la rappresentante del WWF Grigioni.

Anche Hans Russi, a nome dell'associazione ambientalista locale Pro Bernina Palü, ha sottolineato la collaborazione positiva con RE. Secondo Anita Mazzetta, "ci sono ancora alcune domande in sospeso, ma le attuali conoscenze ci permettono di escludere grandi sorprese in futuro". La cultura del dialogo tra Rätia Energie e le associazioni ambientaliste sembra dunque destinata a proseguire.


Chi avesse domande può rivolgersi a Rätia Energie.

Ora delle domande:
-  giovedì 11 marzo e giovedì 25 marzo 2010
-  dalle 16.00 alle 18.00
-  presso Rätia Energie a Poschiavo.

In seguito l'ora delle domande sarà organizzata una volta al mese (avviso sulla stampa locale).


Leggi l'articolo de Il Bernina in merito alla serata pubblica del 2 giugno 2009:
-  335 vasche da bagno al secondo: ambizioso progetto di RE

Gianluca Olgiati
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