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> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
Moderazione Per il gruppo APD:
Madleina Raselli
Anna Capelli
Mara Rossi
Il prossimo 29 novembre 2009 siamo chiamati alle urne per esprimerci in merito al progetto di acquisto, ampliamento e ristrutturazione dell'ex CENTRO CULTURALE RIO. Le opinioni della popolazioni sono molteplici e contrastanti. E voi cosa ne pensate? Una struttura del genere è necessaria?
Si tratta di un progetto troppo ambizioso, esagerato se messo a confronto con le esigenze della nostra comunità?
Una tale cifra andrebbe investita nella costruzione di una struttura nuova, ubicata in un sito più adatto?
Basterebbe acquistare l'ex Centro Cinema Rio, e metterlo a disposizione almeno provvisoriamente della popolazione? E i giovani della nostra valle? Sono stati considerati nell'elaborazione del progetto?
Giovani con la voglia di stare insieme, di organizzare eventi culturali, concerti, spettacoli teatrali, … e sicuramente anche la classica festa. Questi giovani fanno parte delle varie associazioni valligiane, che come ormai risaputo, sono spesso costretti a rinunciare o ridimensionare i loro progetti, causa la mancanza di una struttura adeguata. Le strutture in sé nella nostra valle non mancano, il problema è costituito dal fatto che non vengono messe a disposizione dei giovani.
Ci sorge dunque spontanea la seguente domanda: Il centro culturale in progetto sarà una struttura che risponde effettivamente anche alle esigenze dei giovani valposchiavini? A voi la parola! |
Moderazione: Mara Rossi, Madleina Raselli, Anna Capelli
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Nella bassa valle il calcio, nell'alta valle il centro culturale
16 dicembre 2009, di Danilo Nusiso, Ginetto, Brusio
Alla luce dei recenti risultati a Poschiavo, circa il progetto centro culturale, e in considerazione del progetto per un nuovo campo sportivo che langue da tempo, mi chiedo e propongo: perché non gestire due progetti di carattere regionale?
Un nuovo campo sportivo a Campascio, a 600 m s.l.m là dove il clima è più mite;
un centro culturale ai Cortini di Poschiavo.
Quindi:
un secondo campo di calcio in valle per una popolazione di 4500 abitanti, per i suoi amici e per gli ospiti;
analogamente per il centro culturale.
Questa la mia lettera a Gesù Bambino. Buone Feste
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
4 dicembre 2009, di Dino Beti di Panisc, Via da Cologna 1096, 7742 Poschiavo
Ho letto nei media vallerani i commenti partitocratici (particolarmente PPD/PDC e IPP) sul risultato del voto sul Centro cosiddetto multiuso. Per la maggior parte non condivido le loro valutazioni né i loro argomenti (qui sotto fra virgolette!):
· Si, ho votato NO. Con cio ho detto NO al progetto di Centro come proposto da Giunta e Podestà, appena abbozzato nel loro Messaggio. Ho detto NO al loro Centro, a nient'altro!
· Si, faccio parte dei 61% dei votanti con un NO sulla scheda. Sono convinto che, come per me, per numerosi di questi NO è specificamente il Centro proposto da Giunta e Podestà che non è un buon progetto.
· E erroneo nonché ridicolo dire che «il popolo ha rifiutato il futuro»: Poiché una forte minoranza (39% dei votanti) ha detto SI. Poiché buona parte dei 982 NO (61% dei votanti) non ne ha voluto di quel «futuro» rispecchiato dal progetto proposto da Giunta e Podestà. Questi stessi votanti, ed io ne sono, sono invece bensi a favore di un nuovo Centro plurifunzionale che valga veramente «la candela» dei 5 milioni che si volevano investire per ripristinare il vecchio cinema in via da Spultri.
· Mi insorgo contro l'affermazione che «chi ha affossato il progetto»
o «non ha valutato i pregi e i difetti nella stessa misura» - Ne ho fatto una valutazione seria dispetto alla carenza dell'informazione pubblicamente disponibile. Sul piatto della stessa bilancia tarata, i numerosi gravi difetti prevalevano fortemente sui pochi pregi. Un progetto traballante!
o «ha dimenticato il difficile lavoro di preparazione per giungere a una soluzione condivisa dalla maggioranza» - l'informazione a nostra disposizione non testimoniava in nessun senso questo «difficile lavoro di preparazione». Come allora dimenticarlo!
o «ha chiuso gli occhi di fronte alle conseguenze» - sarebbe a dire che la lungimiranza è la prerogativa dei promotori del progetto proposto da Giunta e Podestà? Piuttosto pretenzioso, mi pare!
· Non è vero che «ripartiamo da zero»: Nelle settimane pre-votazione le posizioni si sono espresse molto più chiaramente che nei 3 a 5 anni di «difficile lavoro di preparazione». I pro e contro sono ora ben più evidenti. Per lo meno ora sappiamo che l'angolo via da Spultri/vial dala Stazion non è il posto idoneo per creare il nuovo Centro plurifunzionale che farà onore al nostro Comune, alla Valposchiavo ed alla nostra cultura…
· La bocciatura del loro progetto non ha affatto annullato l'incarico affidato a Giunta e Podestà di ampliare le infrastrutture al servizio di attività socio-culturali della popolazione, dei giovani e meno giovani. Smettiamola dunque di piagnucolare che «per i prossimi 4 o 5 anni la cultura sarà orfana di una sala degna di questo nome». Che Podestà e Giunta si rimettano al lavoro e si impegnino come se il loro avvenire professionale e personale ne dipendesse! L'inaugurazione del nostro nuovo Centro plurifunzionale entro fine 2011 non rimarrebbe allora del regno dei sogni…!
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
2 dicembre 2009, di Elisa Bontognali, Poschiavo
Ciao a tutti,
Ok, la questione "giovani" é stata capita...potremmo per favore ampliare un attimo i nostri orizzonti e vedere il tutto anche con gli occhi di normali cittadini??! Un'eventuale restrutturazione del cinema Rio non sarebbe servita solo oggi ma anche un domani ed un dopodomani e quindi anche quando noi saremo stati un po' meno giovani.
Ora che la proposta é stata bocciata, sono proprio curiosa di sentire dai "vincitori" (anche se di vincitori non si può parlare) quale secondo loro sarebbe la proposta ideale.
Troppo semplice dire solamente NO, avanti con le proposte...
Elisa
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
3 dicembre 2009, di Andrea Gervasi, Poschiavo
Proposta 1:
Contattare il proprietario del Rio e convincerlo a rimettere a disposizione lo stabile per tutte le manifestazioni richieste dal comune ancora per qualche annetto. Nella speranza che chiuda ancora l'ennesimo occhio anche per le famigerate feste dei giovani, visto che il comune stesso insiste per la linea dura in riguardo alle palestre...( ma forse ora ci sarà la svolta ?? )
Ed ora...?! "NO" perché la maggior parte della popolazione non desidera possedere un centro culturale, ritenendolo di poca importanza? "NO" perché il progetto che è stato presentato aveva troppi aspetti negativi? Perché "NO"...???
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
2 dicembre 2009, di Silvana L., samedan
Probabilmente perchè non si voleva spendere così tanto in un progetto, quando si potrebbe restringere i costi e avere un'edificio nuovo.. Io penso però che la gente sa e ha capito che i giovani hanno bisogno di qualcosa, che sia un centro culturale o solo una sala multiuso.
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
2 dicembre 2009, di Silvana L., samedan
Probabilmente perchè non si voleva spendere così tanto in un progetto, quando si potrebbe restringere i costi e avere un'edificio nuovo.. Io penso però che la gente sa e ha capito che i giovani hanno bisogno di qualcosa, che sia un centro culturale o solo una sala multiuso.
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
23 novembre 2009, di Fabiana Albasini, Posciavo
ciao a tutti
leggendo un po' tutti i commenti ho notato che alcuni citano le palestre come luogo per fare festa. Ma vi ricordo che le palestre sono in special modo luogo dove si pratica sport!!!
Faccio parte della società ginnastica e in special modo alleno ragazze di 10-15 anni a gicare a pallavolo, le ragazze si impegnano molto, tanto che presto comincera il loro primo campionato, sempre se le palestre non saranno occupate da altre manifestazioni, come assemblee, teatri e altre cose che non dovrebbero essere fatte in una palestra!!!
Sul progetto dell'ex centro culturale Rio rimango comunque un po scettica! È davvero questa la soluzione giusta?!? Io non credo!! E do pienamente ragione all' articolo pubbliacato dai liberali!!
Trovo molto più importante che i giovani si dedicano allo sport che alle feste!!
fabiana
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
13 dicembre 2009, di Sabina Paganini, Poschiavo
Cara Fabiana, ciao a tutti
la votazione non è passata e questo mi dispiace molto per vari motivi. Le palestre scolastiche, come dici tu, servono allo sport. E non ritengo corretto che molti venerdì sera, gli attivi della società di ginnastica debbano rinunciare proprio perché il luogo serve ad altre manifestazioni culturali. Per questo il RIO era il luogo ideale. Per la CULTURA! Ora ciò che succederà non si sa. Un altro progetto non c'è (come invece pensano molti). Il Comune si è impegnato a trovare una soluzione buona. Purtroppo la popolazione poschiavina non ha creduto e forse non crede nelle persone che hanno dedicato molto tempo nel proporre una soluzione pensata. Peccato. Ma dobbiamo arrivare proprio sempre con l'acqua al collo prima di reagire???
buon avvento a tutti!
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
15 dicembre 2009, di Paride Nussio, Coira/Brusio
Credo tu abbia ragione riguardo all'accupazione della palestra, e per l'appunto se ci fosse una sala multiuso si potrebbero svolgere assemblee, tenere concerti, feste, mostre ecc ecc... qui non si pretende il "rondo di pontresina"... si pretende che la gente si accorga di come stia tutto decadendo a livello valligiano, già scarseggiano le famiglie, i giovani.. ma riflettiamo cosa offriamo loro? sembra un miracolo la realizzazione della pista ghiaccio a le prese... i soldi non son fatti per essere sperperati.. ma per essere spesi intelligentemente... chi investe in cultura non sarà mai povero dice il detto. è ora che i due comuni si sveglino e facciano qualcosa per rendere la vita un po più interessante in valposchiavo, perché le montagne il lago ed il bel panorama non sono sufficenti per trattenere le famiglie..
"credo però che i giovani abbiano bisogno dello sport così come delle feste.. perché entrambi significano divertimento.. che è poi una delle cose fondamentali della vita."
altra proposta, solo per aumentare un tantino el curiosità ed il pensiero dei singoli cittadini... :
la piscina scoperta più vicina che trovate in valtellina.. (non intendo quella di plastica del laghetto di grosotto) dov'è? noi l'avevamo un piscina scoperta. piccola, fredda, ma tanto tanto bella.. a me piaceva quando ero piccolo.. se penso di avere figli un giorno e non poter dar loro le emozioni e i ricordi di un'infanzia felice perché ci mancano proprio i mezzi.. e come detto, è già un miracolo che sia stata fatta la pista di pattinaggio a le prese.. ed il campo ai casai.. riflettete signori, riflettete a chi attribuire la colpa dello spopolamento.. alle famiglie che se ne vanno o alle famiglie costrette ad andarsene??? ---> il centro culturale dunque che sia il RIO o meno è fondamentale così come altre due o tre cosette chiamiamole così.. bisogna rendere bella la vita in valposchiavo..
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
15 dicembre 2009, di Riccardo Paganini, Brusio
Sono decisamente d'accordo con Paride. Rendere attraente la valle per le persone che ci vivono, e per le persone che ancora devono arrivare.
"Siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo"
Adattiamo questa massima alla nostra valle. Cosa abbiamo fatto fin quì, per vedere un cambiamento effettivo?...
Questo è un messaggio di positività che non mi è solito mandare. Ma credo che è proprio quello di cui ci sia bisogno.
E aggiungo un bel...: Take it easy a tutti...che tanto...
Ci terrei a ricordare che questo forum è stato aperto per poter dare la possibilità a tutti quelli che desiderano, di rendere pubblica la loro opinione RIGUARDO AL PROGETTO MESSO IN VOTAZIONE SUL CENTRO CULTURALE RIO...e non per altri scopi! Buona gioranta, moderatrice Mara Rossi
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
18 novembre 2009, di Ornella Luminati, Poschiavo
Ciao a tutti!
Parto dicendovi che la scelta se sostenere o meno il progetto mi riesce molto difficile. Credo che questo progetto non sia il progetto ottimale e non sia in un'ubicazione indicata. Come altri dicono in questo forum magari ci sarebbero soluzioni migliori, come davanti al cimitero o altro. Ma mi chiedo, a parte i tempi lunghissimi per arrivare ad un nuovo progetto, poi noi saremo soddisfatti da quel progetto o troveremo altri argomenti contro? Personalmente credo che il Rio sia una soluzione accettabile, non la migliore ma specialmente in politica si deve sempre arrivare a dei compromessi. La cifra che verrà spesa, se come dicono, ce la possiamo permettere mi sta bene e sicuramente il bisogno della sala multiuso c'è, quindi è giusto spendere in questa direzione. La mia paura è un po' quella che l'utilizzo da parte dei giovani sia difficoltoso, ma spero che, sabato sera scorso, il Podestà parlasse seriamente e le promesse che ha fatto le abbia fatte come gentil'uomo e non come politico.
Saluti
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
17 novembre 2009, di Andrea Gervasi, Poschiavo
Per le classiche feste dei giovani anche il futuro Rio non sarà mai il posto veramente ideale, perchè cmq rimarrà sempre al centro di zone abitate e vicino alla strada principale. Per questi tipi di manifestazioni o party anche io vedo molto meglio le palestre comunali, se messe a disposizione ....
Per tutto il resto l'edificio Rio, dopo un accurato intervento, sicuramente può fare la sua parte egregiamente.
Però...mi sono anche chiesto se questa sia LA SOLUZIONE..e dopo l'articolo de I liberali apparso oggi, ho la conferma che anche altri si pongono delle domande..
Pure io vedrei quel desolato campo a sud del cimitero come variante interessante. Sarebbe un sito posto vicino al centro del borgo ma al contempo fuori da quartieri abitati, a parte forse S.Pietro ma già abbastanza lontano. Quindi anche i rave giovanili avrebbero vita facile. E si avrebbero parcheggi a portata di mano, anche in collaborazione con la Ferrovia.
Ora mi chiedo: ma questa e altre possibili varianti sono state studiate e approfondite veramente abbastanza ?
Il Rio se non erro in fondo è sempre ancora a disposizione del comune e viene anche sfruttato regolarmente come negli ultimi 40 anni. Perchè allora non continuare ancora per un po'( ma non troppo) su questa linea e intanto rivalutare ancora una volta la soluzione ottimale ? Sfruttando più sinergie, forse ?
D'altro canto le società hanno finalmente bisogno di una struttura ottimale che ricopra i loro fabbisogni e non si vuole più aspettare i lunghi tempi di pianificazione e politica...quindi il Rio è già lì che aspetta...bisogna solo prenderlo...
E allora, che si fa ?
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
18 novembre 2009, di Elisa Bontognali, Poschiavo
Ciao a tutti,
io non sono un ingeniere, ma penso che prima di arrivare a proporre un progetto di 4 milioni e mezzo siano state valutate anche le altre possibilità!!
Si potrebbe costruire la struttura adatta ai giovani in cima al Sassalbo, di certo li non darebbe fastidio a nessuno.
Come é stato detto, il Rio é li che aspetta e penso che la valle abbia bisogno di questo Rio.
Elisa
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
18 novembre 2009, di Elisa Bontognali, Poschiavo
Ciao a tutti,
io non sono un ingeniere, ma penso che prima di arrivare a proporre un progetto di 4 milioni e mezzo siano state valutate anche le altre possibilità!!
Si potrebbe costruire la struttura adatta ai giovani in cima al Sassalbo, di certo li non darebbe fastidio a nessuno.
Come é stato detto, il Rio é li che aspetta e penso che la valle abbia bisogno di questo Rio.
Elisa
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
18 novembre 2009, di Massimo Tuena, Poschiavo
Ciao a tutti,
la necessità di un luogo ove i giovani si possano trovare per creare assieme una realtà che vada oltre il solito bar e costituisca le basi per il nostro futuro è stata da tempo appurata, e in tal senso si è già lungamente discusso.
Non ritengo però la proposta di ristrutturare il cinema Rio, certamente pertinente, debba essere accettata a priori per una sola questione di necessità o per paura di dover attendere ancora molti anni prima che un'alternativa si faccia strada.
La cifra in questione è alta e come tale va trattata con il dovuto rispetto...sono pur sempre soldi dei contribuenti, di noi cittadini.
Ciò non significa nemmeno dire sempre e semplicemente no, e in tal senso calza a meraviglia la situazione finanziaria positiva del comune malgrado gli investimenti, anche annosi, degli ultimi anni.
La questione andrebbe quindi posta, come già sottolineato in altri interventi su questo forum, sulla possibilità di alternative più opportune per concretizzare la necessità popolare nell'offerta migliore possibile.
Non è sempre facile portare al popolo tutte le alternative per il fattore costi. Evidentemente tutti i progetti costano... Non si può tuttavia nemmeno pretendere dalla popolazione che accetti il progetto proposto per il semplice fatto che altrimenti andrebbe contro l'apparato politico che avanzando tale proposta la ritiene confacente alle necessità di Poschiavo e dei poschiavini.
Il legislativo e l'esecutivo non hanno avuto certamente vita facile per presentare questo progetto che probabilmente rispecchia molte delle aspettative di noi giovani e della popolazione tutta. Malgrado ciò se il popolo dovesse bocciare il progetto non significherebbe una disaffezione verso la politica o un'avversione verso i politici stessi e tantomeno potrebbe essere letta, la bocciatura, come un menefreghismo verso il futuro del comune.
Staremo quindi a vedere kusa al saltarà fo al vintinöf…
un saluto a tutti
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
15 novembre 2009, di Elisa Bontognali, Poschiavo
salve a tutti, io sabato sera, in casa torre, nonostante fossi già assolutamente certa cosa votare, ero presente.
Terrei ad esprimermi come giovane, ma non solo, anche come cittadina.
Penso che la possibilità che ci si stia offrendo con la riattazione dell'ex cinema rio sia una bella soluzione e se avevo dei dubbi sul fatto che in una costruzione di 4 milioni e mezzo per i giovani non ci sarebbe stato posto, ora non li ho più. Sabato sera vi é stato un interveto pure da parte dei giovani, chiedendo concretamente COSA era stato davvero pensato per loro. Tino Zanetti, senza tanti giri di parole, ha promesso che, naturalmente a dipendenza da che tipo di festa si tratta, ci sarà sicuramente una sala a disposizione dei giovani, non esclusivamente per loro, ma senz'altro anche per loro. Ora so già che c'é chi dirà "ma si...promesse e sempre promesse." io vi dico che in casa torre di gente ad ascoltare ce n'era e che se la nostra fiducia reciproca ha raggiunto un livello così basso da non prendere più in considerazione neppure le promesse, beh, allora non so più cosa pensare!!
Non so cosa tanti giovani si siano immaginati con sala multiuso...un "bunker" in cemento armato per far baldoria, bere, ubriacarsi e distruggere tutto...?..in questo caso mi sfugge il termine MULTIUSO.
Vorrei comunque che tutti i giovani guardassero il tutto anche dalla prospettiva di cittadini. Sarebbe o no un'arricchimento per la valle e per la cultura?!?!??
Ora c'è la possibilità di valorizzare una costruzione già esistente in valle e di trarne davvero beneficio. Davvero vogliamo sprecare qusta possibilità e lasciar così che tra, tra quanti? vent'anni? si riparta dal punto di partenza?
Sabato sera in casa torre é stata detta una grande verità: I nostri avi hanno costruito prima di noi e forse ora é arrivato il nostro turno. Pensiamo avanti e valorizziamo quanto abbiamo pensando anche a chi verrà dopo.
Per giovani o meno...questa é un'occasione.
Elisa
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
16 novembre 2009, di Renato Isepponi, 7742 Poschiavo
Ciao Elisa, mi ha fatto piacere vedere tanti giovani alla serata informativa di sabato sera. Apprezzo l'impegno civile e lo slancio positivo della vostra generazione, in contrapposizione all'opinione, diffusa già tra i greci, che i giovani sono egoisti, passivi e buoni a nulla.
Condivido il tuo sguardo di giovane e anche cittadina, questo dimostra che oltre alle tematiche giovanili ampli gli orizzonti e ti preoccupi anche di quel che ti circonda e del resto della collettività.
Trovo demenziale l'individualismo che colpisce la nostra epoca, dove gli interessi particolari prevalgono su quelli collettivi. Mi preoccupa quando una società esprime la necessità di spazi e non riesce a realizzarli perché è discorde sul luogo e sulla forma.
Oggi viene bocciato un progetto ritenuto da tutti utile, ma caro e troppo piccolo (per 50 anni ha svolto egregiamente la sua funzione e nessuno si è mai lamentato), e un domani chi ha contribuito ad affossare il progetto, deve convincere gli stessi cittadini di aver trovato il posto ideale dai costi di 6, 7, 8 milioni, magari in un periodo finanziario meno propizio.
Un gioco quello di non essere mai d'accordo, che comporta dei rischi, il comune deve investire in tutti i settori e gli investimenti devono portare sviluppo e benessere a tutti. Gli investimenti devono essere proporzionali alle esigenze e favorire una crescita armoniosa, senza escludere nessun settore. Invece si assiste a una lotta senza senso fra giovani e vecchi, fra sportivi e agricoltori, fra borgo e contrade, fra economia e ecologia. Personalmente penso anch'io che questa è un'occasione! Renato
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
17 novembre 2009, di Elisa Bontognali, Poschiavo
Ciao Renato,
é triste come specialmente molti giovani (e questo é il vero peccato!) boccino questo progetto frenando così qualcosa che dovfremmo invece tutti sostenere.
Triste, davvero...
Sbagliando si impara e sicuramente, ora parlo come giovane, di cose ne dobbiamo imparare ancora tante!
Elisa
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
17 novembre 2009, di Dino Beti di Panisc, Poschiavo
Uéila Renato,
Mi riferisco ai tuoi tre articoli pubblicati su questo media dal 11 al 16 novembre a nome dei comitati IPP e Ente frazionale), in particolare al terzo «Il santo vale la candela». Tre riflessioni:
· Occhio a paragonare il vostro «centro culturale» a un santo. Nel 2006 avevo azzardato simile analogia nel dibattito su altro progetto comunale. L'allora (soltanto) redattore-capo del settimanale cosiddetto «indipendente», in questo forum mi aveva rinfacciato «l'offesa personale e a tutta la nostra cultura e tradizione di accostare la pista di ghiaccio a una beatificazione, ad una santificazione insomma ad un processo di canonizzazione. Lo trovo veramente fra i tanti paragoni possibile il peggiore.» Cosa ne dirà il vostro portavoce adesso che dichiarate il vostro progetto immediatamente come «santo», senza che abbia attraversato l'obbligatorio processo di scrutinio pubblico? Progetto dunque indiscutibilmente perfetto, in ogni caso imbattibile, guai ai cittadini «demenzialmente individualisti» che ci trovassero ancora qualcosa da ridirci…
· Penso dover prendere l'affermazione che «il santo vale la candela» come esprimendo la tua posizione e del tuo partito, ma anche della Giunta e del Consiglio comunale. Lo deduco dal fatto che i loro Presidente e Podestà non si sono ancora degnati di rispondere pubblicamente alle critiche e domande espresse da numerosi concittadini (fra altro nell'articolo «Mai comprare a scatola chiusa», 13 novembre, ancora da leggere su questo media). Dato che considerano il loro progetto come un essere perfetto, cioè «santo», e i santi non si discutono, ovviamente Giunta e Consiglio non capiranno nemmeno che qualche cittadino possa ancora esitare ad accettare tale quale la loro proposta! Comunque non dispero che offrano le loro risposte - tecniche, chiare, non emozionali - pubblicamente ancora prima della votazione, magari sul loro «organo ufficiale»…
· Quanto alla «candela» che il vostro progetto varrebbe senz'altro, sono turbato dall'immagine che se ne riflette nella mia mente ma che si confonde con cio che costerebbe la «candela» se il 29 novembre le urne accettassero la vostra proposta…
In pochi giorni lo sapremo! A bon sa vedé. al Dino
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
17 novembre 2009, di Renato Isepponi, 7742 Poschiavo
Ciao Dino, non ti facevo così bacchettone!!
Un modo di dire popolare come un santo vale la candela usato largamente anche alle nostre latitudini non scandalizza più nessuno. In fondo si utilizza il mezzo della candela per chiedere l'intercessione al santo, ma non si mette in discussione il santo. Comunque grazie per il prezioso consiglio, ti concedo che si poteva scegliere anche un altro paragone.
Il nostro centro culturale forse, se il popolo lo accetta, sarà anche un po' tuo come speriamo lo sia per i 3500 abitanti del comune. Speriamo che venga utilizzato proprio da tutti e che diventi l'espressione della vitalità e della voglia di fare della nostra popolazione. Non è perfetto, nessuno lo ha mai affermato, noi lo riteniamo idoneo per la sua funzione e alla portata finanziaria del comune. In fondo visto che sei un grande viaggiatore: il centro culturale Rio costa al singolo cittadino come un viaggio a New York 1400 CHF.
La differenza fra il viaggio e un centro è che il centro prima di un totale risanamento, previsto dopo circa 40 anni, costa al cittadino come il biglietto d'entrata di 35 CHF annuali. Ma in questi 40 anni forse diverse generazioni creano cultura o vi partecipano. Decideranno i cittadini se vogliono questo centro o uno più a buon mercato come sostieni.
Vorrei quasi scommetterci, se le basi di calcolo SIA calcolate al m3 rimangono invariate, che il prossimo centro culturale costerà di più di 4'750'000, la situazione non sarà molto migliore, la grandezza sarà la stessa (o i costi saranno proporzionali al volume), i dintorni non ideali e un altra schiera di oppositori.
In un ipotetico bilancio a rimetterci sarà tutta la popolazione se un centro culturale non verrà realizzato!
Il "progetto perfetto" come sostieni non prende la via della beatificazione, ma sottostà più umanamente al volere popolare.
E per concludere questa chiacchierata, non tutti gli articoli firmati IPP portano la mia firma, se sono firmati comitato IPP sono riflessioni condivise dal comitato eletto dai soci che li rappresenta. Ogni articolo firmato parla solo a nome dell'IPP.
Almeno noi ci proviamo! A bon sa vedé Renato
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
20 novembre 2009, di Reto Capelli, prada
Ciao Renato, non pensi che invece di scommettere che un edificio nuovo multifunzionale costi molto di più del progetto proposto era meglio fare uno studio di massima anche per questa variante e poi paragonere e decidere.....io scommetto che costerebbe poco di più. Un saluto a tutti Reto Capelli
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
20 novembre 2009, di Renato Isepponi, 7742 Poschiavo
Reto,
tanto per dirne una lo studio lo facciamo per 1.L'albergo Le Prese
2.Le Prese nei pressi del campo di ghiaccio 3. In un posto completamente isolato 4. Un semplice capannone vuoto 5. Alle scuole di Santa Maria 6. Ai Pradei 7. Fabbrica Ragazzi 8. Vicino al cimitero cattolico 9. Cinema Rio
Queste mi sembra tutte le proposte avanzate in questi anni e in questo periodo. La grandezza dell'edificio varia fra i 300 fino addirittura a 1000 posti (Cornelia Müller).
Se mi dici fra tutte queste proposte quale faccia tutti contenti sarebbe una gran bella cosa.
Un concorso pubblico d'architettura con giuria e premi costa ca. 50'000 CHF. I rilievi del terreno, la procedura per l'elaborazione del bando a concorso, la pubblicazione, l'elaborazione dei progetti, la premiazione e infine la votazione dura ca. dai 6 mesi ad un anno se tutto va bene.
I costi principali per la costruzione di un edificio sono composti dal prezzo del terreno, dagli scavi, dalla cubatura dell'edificio, dai materiali utilizzati e dalle attrezzature.
I costi dell'edificio sono stabiliti da norme di calcolo SIA o altri specialisti del settore, se la cubatura è uguale o maggiore i costi stanno in relazione al volume. L'attrezzatura utilizzata per l'esercizio delle attività è la stessa.
Il terreno dove tu proponi di fabbricare non è ancora stato acquistato, la procedura del Rio è in corso almeno dal 2005 ed è segnata da un percorso fatto di scelte graduali e di esclusioni, è la struttura che ha ricevuto più consensi da tutte quelle proposte. In questa valle, visto che lo spazio è esiguo ogni progetto proposto deve essere inserito in un preciso contesto e qualsiasi luogo genera conflitto.
Conosci benissimo la storia del campo di calcio, il popolo l'ha bocciata anche se tutte le forze politiche erano favorevoli, sono già passati 4 anni dalla prima votazione, e volendo essere realistici, ci vorranno almeno altri due anni nella migliore delle ipotesi per realizzarlo. I problemi che c'erano 4 anni fa sono sempre presenti, sono rimasti uguali. Si ripresenteranno in tutta la loro ampiezza il giorno della votazione. I politici possono presentare come in questo caso dei progetti, ma è il popolo che decide.
Comunque, per chiarire il nostro gruppo nel 2006 ha preparato un programma di legislatura, si è presentato al popolo con questi obiettivi e una lista di candidati. Il mio/nostro impegno è quello verso chi ci ha dato la fiducia del voto, e di coerenza verso quello che avevamo proposto. Il mio impegno va inteso in questo senso. Un saluto Renato
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
20 novembre 2009, di Andrea Gervasi, Poschiavo
ciao Renato,
io penso che i costi per questo progetto non dovrebbero essere un tema di discussione, nel senso che l'importo elencato corrisponde all'incirca per un edificio di questo genere ristrutturato o costruito a nuovo.
La domanda chiave che si fanno in molti è se davvero questa sia l'unica soluzione ..
L'anno scorso il comune aveva informato la popolazione che si stava studiando le diverse possibilità per un'ubicazione ideale del nuovo centro culturale. Ora, un anno dopo, salta fuori la variante Rio che viene messa subito al voto in tempi brevi.
Ammetto che ho avuto poco tempo di seguire la politica locale e anche in giro per il paese non è che si senta molto parlare di queste cose e quindi forse ho perso un po' il treno.. dunque la mia domanda è la seguente:
Le altre possibilità sono state veramente approfondite ? O subito scartate? Il Rio è la variante SOLO più veloce da realizzare perchè già esistente ?
So che la pressione su voi politici è grande ( e tu lo fai capire...) e non solo per questo progetto...quindi si potrebbe affermare:..."sfruttiamo l'occasione (Rio) e facciamo finalmente qualcosa subito per la collettività, altrimenti passano nuovamente diversi anni di progetti e di ricorsi..."
Va bene...ma ne siamo proprio convinti ?
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
21 novembre 2009, di Renato Isepponi, 7742 Poschiavo
Ciao Andrea,
sono in giunta da 7 anni, di una sala multiuso si parlava già d'allora. Una delle idee più accreditate nel 2004 era la zona di Pradei. Campo di calcio, pista di ghiaccio e sala multiuso da eseguire a tappe! Come sai nessuno può costruire dove e come vuole, c'è una pianificazione comunale che deve essere approvata dal popolo e dal cantone. In base alla pianificazione che è vincolante per tutti si può costruire. Il comune nella pianificazione ha inserito delle zone per impianti pubblici. Queste sono le basi legali... A seconda di come si sviluppano le cose si creano delle possibilità e se ne scartano delle altre. Se in votazione si avesse votato per un centro sportivo unico multifunzionale ai Pradei probabilmete una sala multiuso si poteva costruire in quella zona, e così avanti.
In quegli anni si diceva che Le Prese doveva svilupparsi come un centro sportivo turistico e Poschiavo come centro turistico culturale....
Le valutazioni concrete si sono fatte sempre in linea a generale, mai di dettaglio per una questione di costi e tempo.
Tutte le colpe sembrano essere dei politici, ma i politici non hanno mano libera e devono sottostare a leggi e regolamenti. Puoi immaginarti cosa direbbe la popolazione se si proponessero tre progetti da studiare in dettaglio e se ne realizza solo uno, direbbero che abbiamo sprecato soldi pubblici, tre studi per realizzare un solo progetto. Per questo motivo si discutono le varianti in giunta e si incarica il consiglio di valutarle. La questione del Rio si trova sul tavolo dal 2005, da allora se ne dicute, si sono valutate le altre varianti e poi si é fatto il sondaggio su 29 associazioni e gruppi poltici attivi in quel momento in valle. Da questo sondaggio sono emerse le indicazioni che il Rio era quello più idoneo alle esigenze richieste. Visti i risultati 2007 si è deciso di valutare a fondo questa situazione e di approfondirla in modo da sottoporla al popolo.
Si è sparsa la leggenda che il comune e soprattutto i politici abbiamo fretta di realizzare un centro e di sottoporre in votazione il progetto al popolo senza aver riflettuto. Il messaggio di votazione con il relativo progetto sono il frutto di un grande lavoro tecnico e di confronto politico di anni.
Il "bello" della politica è che nessuno se ne interessa e quando si arriva al popolo con un progetto che ha capo e piedi, tutti si meravigliano e cascano dalle nuvole! Mentre la possibilità di partecipare al dibattito in giunta o alle assemblee dell'ente frazionale, o leggere gli articoli pubblicati viene ignorata da quasi tutta la popolazione.
Un progetto è accettato dal popolo se è ritenuto necessario, valido e se i costi stanno in relazione allo scopo.
L'esecutivo e il legislativo possono proporre al popolo un centro culturale, un centro giovanile, un campo di calcio ma se la popolazione non ne sente l'esigenza si va contro la sicura bocciatura.
Noi dobbiamo imparare a vedere più in la del nostro naso e utilizzare il sistema di adottare diversi punti di vista.
Per alcuni giovani andrebbe bene un bunker sotterraneo ideale come posto per fare festa ascoltare musica ad alto volume, tipo discoteca.
Agli anziani andrebbe bene per vedere le commedie dialettali, ascoltare la bandella e fare una tombola.
Ad altri cittadini piacerebbe assistere a teatro, cinema, concerti, assemblee ecc..
Ai bambini per assistere a degli spettacoli ecc...
Per le società è interessante per fare delle assemblee, per fare attività, per organizzare feste ecc... Alle società culturali per creare cultura.
Il Rio malgrado i suoi limiti e difetti ha sempre svolto questa funzione per 60 anni, se si valuta sotto questa ottica il Rio è per tutti, giovani compresi, allora va acquistato e adattato alle esigenze attuali. Oltre questi ragionamenti esposti sopra, è la prima volta che in comune si propone una sala multiuso, di solito la maggior parte degli investimenti sono strade, canalizzazioni, impianti pubblici ecc... Questa è una situazione storica unica da un punto di vista che un progetto è maturo in una situazione finanziaria favorevole! Io personalmente penso che sia un'opportunità da cogliere. Spero di averti risposto almeno in parte! Ciao Renato
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22 novembre 2009, di Mario A. Tempini, Li Curt
Ciao Renato
Rispetto la tua opinione, comunque mi sembrerebbe opportuno attenerci ai fatti. In questo senso, proprio l'aspetto legale e pianificatorio non è tanto statico come tu lo presenti, poiché, a parte la situazione stabilita dai piani delle zone, un comune ha sempre la possibilità d'aggiornare gli scopi e i traguardi, presentando una revisione e inserendo nuovi fondi nella zona per edifici pubblici.
Fra l'altro, proprio in riguardo alla sottolineata legalità, tu sai - anche se manca il ben minimo accenno da parte dei politici - che il progetto presentato non corrisponde ai parametri fissati dall'indice di sfruttamento per la zona villaggio, superandolo notevolmente, e che pure la lunghezza massima consentita non è rispettata. Questo premette delle deroghe, le quali proprio nella zona scelta non avallano a priori il principio dell'interessenza pubblica. Ne risulta quindi che per coerenza l'edificio in questione dovrebbe essere assegnato a una zona pubblica per evitare la possibilità d'opposizioni durante la procedura di licenza edilizia.
La questione riguardante le altre ubicazioni sembra più un assurdo "brain-storming" che una valida e oggettiva analisi delle esigenze urbanistiche e del programma funzionale. Altrettanto scorretto è parlare di leggende: non metto in dubbio le difficoltà di dibattere sul tema del centro culturale in consiglio o in giunta, ciononostante, la tua affermazione riguardante la maturità del progetto mi lascia alquanto perplesso. Tu sai, che la soluzione presentata rappresenta al massimo lo stadio di un progetto di massima e che per un progetto definitivo resta un discreto tragitto da percorrere concorso di progetto o procedura d'appalto pubblico).
Parlare di maturità è un eufemismo. Non dimentichiamo che gli stessi esperti interpellati sono alquanto sconcertati dal fatto, che senza un approfondimento del programma e della proposta progettuale, il comune passi alla votazione popolare e questo dopo poco più di quattro mesi dall'invito agli architetti di partecipare allo studio.
Che il Rio abbia più o meno coperto le esigenze culturali degli ultimi 60 anni, non toglie nulla al fatto che la proposta presentata non corrisponde alla descrizione nel messaggio. E questo fa riflettere sull'applicazione del principio di trasparenza, al quale l'istituzione pubblica dovrebbe attenersi.
Comunque siamo nel ventunesimo secolo e non mi sembra assurdo - specialmente quando le finanze sono tanto floride, come viene regolarmente sostenuto - auspicare un programma funzionale, un concetto per il centro culturale, che vada un po' più in là della sala preesistente e che rispecchi coerentemente l'immagine propagata nel messaggio.
Se politicamente un tale impegno per la cultura non è sostenibile, allora siamo proprio messi male.
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
23 novembre 2009, di Renato Isepponi, 7742 Poschiavo
Ciao Mario,
per chiarire e per rimanere ai fatti, rispetto la tua opinione come persona e come architetto e in parte condivido le tue analisi, osservazioni e valutazioni di concetto, ma questo dovrebbe essere chiaro. Trovo il confronto d'idee importante, quello che in una società aperta dovrebbe avvenire, sempre e comunque.
Le opinioni sono divergenti e questo è un fatto, interpretare quello che ho scritto è un'altra cosa. Premetto di non entrare nei dettagli delle leggi e in particolare nella legge edilizia, per il fatto di non essere un tecnico e ti offrirei un sacco di possibilità per farmi inchiodare e per dimostrare la mia incompetenza in materia. Mi permetto di fare solo delle considerazioni generali sui pensieri che ho espresso.
1. Quando parlo di pianificazione e leggi, tento di spiegare a chi ci legge e fa proposte, che non possiamo costruire e fare quello che vogliamo del territorio. Volevo segnalare i limiti, che esistano delle possibilità di modifica e di aggiornamento è positivo, ma comunque devono seguire un iter ben preciso. Constato che nella pianificazione attuale esistono dei problemi "non risolti" proprio in merito alle zone di interesse pubblico.
2. Lo "brain-storming" delle proposte come lo definisci è assurdo, concordo, ho anche tentato di spiegarlo in alcuni interventi. Il fatto è che queste proposte sono state avanzate e sostenute da gruppi politici, da associazioni e da cittadini, che forse non tutti sono a conoscenza dei vincoli legali, per questo motivo il riferimento alla pianificazione e alle leggi.
3. Quando parlo di progetto maturo, non intendo un progetto definitivo, ma da un punto di vista politico, pronto per sottoporlo al popolo e passare a una fase successiva.
Se il progetto Rio verrà bocciato dal popolo si ripresenterà il problema della scelta del posto.
L'immagine della cultura in valle non è solamente un problema di sostegno politico, ma soprattutto popolare. L'aspetto triste della cultura è che non potrebbe esistere senza le sponsorizzazioni dell'industria, delle banche e dei privati e anche sotto questo aspetto la mano pubblica in generale è carente. Saluti Renato
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
19 novembre 2009, di Antonio Platz, Miralago
Caro Dino
Vedo con piacere che nella contorsione della tua mente sono ancora presente e ogni occasione è buona per denigrare chi non la pensa come te. Ammetto che sono «soltanto» il redattore-capo di quello che molti poschiavini considerano il nostro giornale ma che ovviamente tu, dopo aver sfruttato la nostra disponibilità e pazienza sino oltrepassare il buongusto, ora non perdi occasione di denigrare. Se non erro tale comportamento viene spesso comparato con quello della sanguisuga. Ma come già detto questa è una tua prerogativa.
Vorrei però sapere quando sono stato investito della carica di portavoce dell'IPP, questo soltanto per una mia curiosità. Allora, prima sono stato il paladino del PDC, ora il portavoce dell'IPP, prossimamente probabilmente il giullare dei Liberali o del MPU. Non ti sembra un po' strano tutto ciò? Non è che magari confondi indipendenza, ovvero saper dire ciò che si pensa senza pregiudizio di sorta e tenendo conto dell'opinione altrui, col tuo modo di porti che, al contrario del mio, è sempre e solo l'unico degno d'essere ascoltato.
Mi spiace anche che non hai messo (volontariamente?) il contesto in cui tu avevi inserito la parola beatificazione della pista di ghiaccio. Che dire poi della tua idea lanciata nell'imminenza dell'apertura della pista di ghiaccio di pulire la piattaforma affinché potessi pattinarci sopra coi tuoi «sliciù a rudeli». Non sarebbe stato più puntuale innoltare tale richiesta in primavera invece di far spendere soldi pubblici per farti pulire una piattaforma che di lì a poco sarebbe divenuta ghiaccio.
A tal proposito mi chiedo: ma sei mai stato d'accordo con qualcosa che è stato proposto negli ultimi anni oppure il tuo spirito civico t'impone che solo ciò che ti porta tornaconto è degno di essere realizzato?
Va beh, l'impoprtante è sempre avere qualcuno su cui scaricare le proprie frustazioni, e se quel qualcuno devo essere io per te non ne farò certo una malattia
Cordialmente
Antonio, un cittadino della Valle
Ciao Matthias, per aiutarti a trovare risposta ad alcune delle tue domande ti informo che sabato 14 novembre 2009 presso la Casa Torre alle ore 20:00 verrà presentato il Progetto ''Cinema Rio'' (e Progetto ''Teleriscaldamento a Santa Maria''): lì verranno sicuramente "analizzati i piani esatti". Saluti Mara
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
15 novembre 2009, di Dino Beti di Panisc, Via da Cologna 1096, 7742 Poschiavo
CENTRO CULTURALE e/o CENTRO GIOVANILE ? riferendomi all'accenno di mara:
m'immagino che una/uno o l'altra/altro membro o (solo) simpatizzante di «assieme per domani» di certo ha presenziato (magari persino partecipato) al dibattito sul centro ieri sabato sera in la tor. sarebbe interessante, e molto probabilmente stimolante, se potessero offrire su questo forum qualche spunto sulla discussione (controversa o non… ?), particolarmente in riferimento alle domande e critiche sollevate da matthias e luca qui sotto e da altri giovani e meno giovani in altri ambiti. sono convinto che non sarei l'unico compaesano a leggerlo con vivo interesse! a bon sa vedé. al dino
p.s. riguardo le mie domande e critiche comunicate per lettera aperta a giunta e consiglio comunale (pubblicata su ilbernina.ch sotto il titolo «mai comprare a scatola chiusa»), sto aspettando prossimamente la loro risposta per via altrettanto pubblica che il loro lacunoso messaggio per la votazione...
Dato che non so come rompere il ghiaccio rispongo alle domande fatte nell'intestazione del Forum.
Una struttura è assolutamente necessaria. Non può restare la situazione attuale che per organizzare una festa dobbiamo investire più tempo nella ricerca di un posto adatto che nel resto dell'organizzazione.
Per dire se il progetto è esagerato, si dovrebbero analizzare i piani esatti. Si possono vedere da qualche parte? Cosa è compreso nel prezzo? Se si tratta solo dello stabile, senza che ci siano investimenti anche in impianti sonori, luci, forse una cucina???... direi che è esagerato...
Uno stabile in un altro posto... dove? In Praderia? Non penso costi meno...
Il Rio è in uno stato disperato. Non so dove cominciare ad elencare i punti deboli. Il primo e per il comune facilmente più importante è la mancanza di uscite di sicurezza in norma.
I giovani si sono impegnati specialmente nel mettere sotto pressione il comune per trovare una soluzione alla mancanza di posti adatti. Su decisioni di cosa fare e cosa c'è bisogno... non saprei se è stato chiesto qualcosa...
Concludendo: Un posto alternativo secondo me sarebbe meglio. Metà paese il disturbo del vicinato è inevitabile. Non parlo del volume della musica, ma della gente che va all'esterno a fumare e di sicuro non in silenzio. Il posto alternativo non costerebbe meno. Si dovrebbe ricominciare tutta la pianificazione che annullerebbe il risparmio fatto con uno stabile meno costoso. Aggiungo... una soluzione alternativa non si avrà prima che tra 3-4 anni...
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
10 novembre 2009, di Luca Battilana, Samedan
Ciao a tutti.
Prima di scoprire il prezzo del progetto, sarei stato il primo a dare un voto positivo al tutto. Adesso no!
Con tale cifra si potrebbe costruire uno stabile nuovo ed in un posto adeguato.
La posizione geografica del Rio, sicuramente non risponde alle esigenze per i quali i giovani cercano di combattere.
Ci sarà una sala fumatori, o la gente si dovra spostarsi al di fuori dello stabile, per poi, di nuovo, sentirsi dire "ci sono state reclamazioni dai vicini e al Rio non si potrà piu fare niente"????
Come chiedevate, le egisenze dei giovani verranno tenute in considerazione???
Se penso a quanti stabili ci sono in valle (palestre per esempio) e vedendo che comunque non vengono messe a disposizione per organizzare delle Feste/Party, mi giunge una domanda? Una volta ristrutturato il Rio, verrà messo a disposizione dei giovani? O sarà di nuovo un posto per la solita gente???
Siceramente non penso la valle abbia bisogno di nuovi stabili o ristrutturazioni di altri, ce ne sono abbastanza.
Il fatto che non riesco a capire, é il perchè questi stabili esistenti non vengano messi a disposizione per tutti. Siamo o non siamo in uno stato libero? Allora perchè solo certa gente li puo usare???
Dove ci sono le palestre se non erro si chiama ZONA SALUTE? O forse era vino senza alcool, quello che girava nelle ultime manifestazioni????
Perchè in altre zone del cantone le palestre vengono usate per tutti e a poschiavo no???
Penso che basterebbe rispondere a queste domande, una volta sinceramente, specialmente da parte delle autorità, e secondo me questi problemi di posto e di strutture si risolverebbero da soli.
Saluti da Samedan
> CENTRO CULTURALE RIO E ESIGENZE GIOVANILI
19 novembre 2009, di Silvana Lanfranchi, Samedan
Premetto che ho letto solo alcuni interventi e non sono stata in casa torre quindi non sono ben informata, ma volevo scrivere due pensieri che mi sono venuti....
Come si è espresso luca anche io mi sono gia posta la domanda quando si cercava un posto per organizzare una festa: "Ma le palestre non si posso usare per un party?" Risposta: "No, zona salute". È una risposta che potrei anche accettare, se la zona salute esistesse per tutti, ragazzi, giovani e adulti! Invece come gia espresso, la zona salute vale solo per alcuni, mentre altri sono autorizzati a vendere/consumare bevande alcoliche nell'area.. quindi perchè dover ristrutturare o costruire un nuovo edificio quando basterebbe cambiare un po' le regole del gioco e trattare tutti allo stesso modo?!
Saluti Silvana
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