La passione per agricoltura, lavori nel bosco e allevamento lepri

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Come d’abitudine Lino Compagnoni invia i componimenti degli apprendisti all’ultimo anno di formazione, che svolgono un lavoro su una tematica di loro gradimento. A presentazioni avvenute, ecco un breve riassunto delle varie tematiche proposte.

La fienagione: una volta e oggi

Come argomento ho scelto “La fienagione: una volta e oggi”. Il motivo di questa mia scelta è perché il mondo dell’agricoltura mi ha sempre affascinato. L’inizio del mio lavoro parte con la definizione di fienagione, soffermandomi poi sui benefici che questo prodotto può dare.

La parte principale parla in special modo di come è strutturata la stagione della fienagione, ponendo particolare attenzione sui lavori durante la fienagione di una volta confrontandoli con quelli del giorno d’oggi. In un altro capitolo mi sono soffermato suo vari tipi di attrezzi che si usavano una volta, spiegando pure l’evoluzione degli attrezzi per arrivare alle moderne macchine agricole dei giorni nostri. Un altro aspetto che ho spiegato è il trasporto del fieno, ed in particolar modo di come siamo passati al trasporto con la mucca a quello con il trattore.

Durante il mio lavoro ho eseguito inoltre due interviste: una a Silvio Dorizzi e una ad Armida Godenzi, ai quali ho posto molte domande sullo svolgimento della fienagione di un tempo e sugli attrezzi che venivano usati.

Loris Beti, falegname, Kalt legno&vita


Il fascino dei lavori nel bosco

Ho deciso di approfondire i lavori nel bosco perché mi hanno sempre affascinato fin da bambino e spero, in futuro, di poter coltivare la mia passione sempre di più e magari, un giorno, di poter farla diventare anche la mia professione.

Nel mio lavoro ho parlato delle seguenti cose: il taglio del legname, l’esbosco, i vari tipi di legname, norme di sicurezza, danni ambientali, vari lavori in Valtellina e in America, il trasporto del legname, gli impieghi dei vari tipi di legname ed infine esperienze personali. Inoltre ho sottoposto un’intervista a Renato Pini, guardia forestale del comune di Sondalo, dalla quale ho acquisito nozioni di cui prima non ero a conoscenza.

Sono sicuro che gran parte delle conoscenze che ho acquisito realizzando questo prodotto mi serviranno in futuro, quindi sono maggiormente convinto che sia stata una bellissima idea scegliere proprio questo argomento. A giochi fatti sono convinto di aver raggiunto il mio obiettivo iniziale ovvero quello di rispondere in modo completo e soddisfacente a tutte le domande di fondo che mi ero posto.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che mi hanno dato una mano nella stesura del mio LIA e in particolare Renato Pini per l’intervista concessami.

Marco Partesana, falegname, Rezzoli GmbH


Lavori forestali in Valposchiavo: un confronto tra ieri e oggi

Ho deciso di svolgere la mia ricerca sui lavori forestali in Valposchiavo, mettendo in evidenza le caratteristiche di questa professione tra una volta e oggi. Tuttora penso che la passione per i lavori forestali l’abbia ereditata da mio papà, che è titolare di un’azienda forestale e sono sempre stato coinvolto e interessato ai metodi e ai macchinari impiegati in questo ambito.

Il mio lavoro è suddiviso in cinque capitoli e consiste soprattutto nel descrivere e paragonare i vari attrezzi, metodi e i rispettivi macchinari che, a differenza di oggi, venivano impiegati nei lavori forestali in Valposchiavo. Il tutto è documentato con svariate fotografie di un tempo messe a confronto con quelle più attuali, provenienti tutte dalla nostra azienda di famiglia.

Nel mio lavoro di fine tirocinio ho cercato di dare una risposta alle seguenti domande: Quali attrezzature venivano/vengono impiegate? In che modo avveniva / avviene il taglio di legname? In che modo avveniva / avviene l’esbosco? Come venivano / vengono attribuiti i lotti? In che modo veniva / viene impiegato il legname? Per quali scopi? Che valore aveva / ha il legname al m³?

Mi auguro che questo mio lavoro di fine tirocinio possa, un domani, essere un’utile testimonianza per le generazioni future, le quali non avranno più idea di come avvenivano i lavori forestali in Valposchiavo tra il 1900 e il 2017.

Infine, colgo l’occasione per ringraziare sentitamente tutti coloro che mi hanno aiutato nello svolgere questo lavoro, in particolare il forestale Tomaso Capelli, l’ex forestale ed istruttore Zeno Bontognali, mio papà e l’archivio fotografico Luigi Gisep per le foto fornite in bianco e nero.

Aronne Crameri, polimeccanico, Repower


Il taglio di legname seguendo le fasi lunari

Già ai tempi dei nostri avi le fasi lunari erano molto importanti ed erano parte integrante della loro vita sia nell’agricoltura che in qualsiasi altro momento della loro esistenza. Le fasi lunari venivano rispettate, per esempi,o nella scelta del periodo in cui fare la mazza, ma anche per preparare pozioni curative, per allestire le scorte di cibo, per lavori potatura o la raccolta di frutti per fare marmellate e, appunto, per i periodi ideali per il taglio di legname.

Proprio questo tema mi affascina moltissimo, perché oltre ad averne sentito parlare parecchio, mi sono accorto proprio per esperienza personale che il legno massello e di stessa qualità si differenzia moltissimo nel suo comportamento, nella sua resistenza e nel suo movimento a dipendenza dal periodo in cui viene tagliato.
Chiedendo a colleghi, amici e conoscenti, quasi tutti concordano che la causa sia proprio da attribuire alla fase lunare e in che segno si trovava la luna nel momento dell’abbattimento dell’albero. Purtroppo, però, nessuno riusciva a fornirmi delle spiegazioni esatte su questa teoria.

Parlando con una mia zia che si occupa di lavori agricoli, ho scoperto che esiste un libro in cui sono elencati i momenti ideali per eseguire lavori di qualsiasi genere rispettando le fasi lunari e la posizione di essa nello zodiaco. Lei naturalmente conserva questo libro con molta gelosia, ma in questo caso mi ha permesso di darci una sbirciatina scoprendo delle interessanti novità.

Ringrazio Battilana Diego per l’intervista concessami come pure Ilaria Vitali per il libro e Dario Rampa per il sostegno in questo lavoro.

Mosé Rampa, falegname, Rominger Möbel


L’allevamento della lepre in cattività

Come lavoro di fine apprendistato si richiede di presentare il LIA(lavoro individuale di approfondimento ),ed io ho scelto di lavorare sull’allevamento della lepre in cattività.
Ho scelto questo tema perché ho avuto la possibilità grazie a mio padre, che quasi 10 anni fa aveva tentato l’esperimento di allevare due coppie di lepre con lo scopo di ripopolare una determinata zona dedita all’addestramento di cani (segugi) ottenendo ottimi risultati.
Questi risultati hanno portato ad aprire una vera e propria attività che all’apice della produzione è arrivata ad allevare 22 coppie fattrici.

Ora, visti i miei impegni di apprendistato ed altre circostanze sfortunate, non abbiamo più potuto continuare l’attività in queste dimensioni, dovendo ridurla a 6 coppie fattrici.
Con la mia esperienza ed il lavoro in questo progetto voglio portare l’attenzione di tutti gli interessati su questo animale (cacciatori, canettieri, guardiacaccia etc. ). Nel mio lavoro ho parlato delle abitudini, delle sue caratteristiche, ma anche dell’efficacia del ripopolamento e delle difficoltà incontrate durante i tre anni di allevamento.

Ringrazio mio padre per il materiale ed avermi aiutato a completare il mio LIA e tutti quelli che mi hanno aiutato, passo dopo passo, ad allestire il mio lavoro.

Matteo Strafaci, installatore elettricista, Ari Group


Introduzione e fotografie di Lino Compagnoni

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