Gran Consiglio, no all’obbligo di giuramento nelle tre lingue

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Nicoletta Noi-Togni. Immagine da: www.suedostschweiz.ch

Nessun obbligo di pronuncia del giuramento nelle tre lingue ufficiali del Cantone. Con 58 voti contrari e 45 favorevoli (3 astenuti), il Gran Consiglio del Canton Grigioni, impegnato nella seconda sessione dell’anno, respinge la proposta di decreto diretto della granconsigliera Nicoletta Noi-Togni (senza partito).

Nel testo si chiedeva l’aggiunta di un paragrafo all’articolo 82 del regolamento organico del Gran Consiglio che dichiarasse espressamente che la formula del giuramento e quella della promessa solenne vengano sempre pronunciate nelle tre lingue cantonali. La risposta della conferenza dei presidenti delle frazioni ha ritenuto la proposta “irrilevante”.

“L’atto del giuramento o della promessa solenne dei deputati e delle deputate in Gran Consiglio, è un momento solenne – si legge nella proposta – che riveste da un lato un valore contenutistico importante ma che anche rafforza il sentimento di appartenenza al territorio che il simbolo stesso richiama”. Si tratta di valori immateriali ma altrettanto importanti, ha sostenuto in sessione Noi-Togni.

Molte volte la formula in italiano, al cospetto di un deputato italofono, è stata dimenticata, si legge ancora nella proposta oggi rifiutata nella votazione del legislativo. “Ancorare nella legge l’obbligo della pronuncia nelle tre lingue è misura che non costa né soldi né tempo – ha ribadito la grancosigliera in seduta – e rispetta le minoranze linguistiche del cantone”.

“La casistica – spiega la granconsigliera all’ats – riguarda i giuramenti dei supplenti, che giungono a scaglioni in diverse sessioni e la prima volta devono giurare. È previsto che si possa farlo nella propria lingua madre ma più di una volta questo è stato dimenticato e non eseguito, come ad ottobre scorso quando la mia supplente, nonostante avesse espressamente richiesto di giurare in italiano, ha dovuto farlo in tedesco. Ancora una volta – conclude Noi-Togni – il Grigioni italiano non c’è.”.


Agenzia telegrafica svizzera

1 COMMENTO

  1. Chi ha votato contro, o non ha capito su cosa poteva votare o ha un qualche problema inspiegabile. Come giustamente dice la Signora Noi-Togni; si tratta di valori immateriali ma altrettanto importanti. Che ciò venga definito “irrilevante”, dimostra quanta poca sensibilità esista tra i nostri cari rappresentanti in gran consiglio…