Sì alla trasformazione dei fienili in abitazioni come per i rustici

0
392

In Svizzera, gli edifici agricoli inutilizzati devono poter essere trasformati più facilmente in abitazioni, sull’esempio di quanto avviene in Ticino con i rustici. È l’opinione della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) che ha depositato una mozione che va in questa direzione.

La CAPTE-S ha preso spunto da due iniziative cantonali di Grigioni e Vallese che chiedono una modifica della Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT). I due cantoni alpini vorrebbero che “mazot”, “raccard” e altri fienili situati fuori dalla zona edificabile e degni di protezione possano essere utilizzati a scopo abitativo. Due le condizioni poste: la loro identità deve essere preservata e l’ente pubblico non deve assumersi costi e obblighi supplementari.

Pur dicendosi d’accordo con questi obbiettivi, con 8 voti contro 5, la CAPTE-S propone per motivi formali al plenum di bocciare le due iniziative cantonali e di approvare una sua mozione. Questo atto parlamentare riprede a grandi linee le rivendicazioni di Grigioni e Vallese ma lascia maggiore margine di manovra ai singoli cantoni.

La Commissione è convinta che “un certo numero di “mazot”, di “raccard” e di altri fienili rappresentano un prezioso patrimonio culturale che rischia di sparire se non si interviene”. Constatando che in Svizzera ne esistono diverse centinaia di migliaia, la CAPTE-S ritiene però “che non possano né debbano essere trasformati tutti in abitazioni e che occorra pensare a una soluzione che implichi una pianificazione cantonale concordata”.

Per garantire il rispetto della separazione fra zone edificabili e zone non edificabili, occorrerà quindi assicurarsi che i cambiamenti di destinazione “non comportino generalmente un uso del territorio più esteso, intensivo o perturbatore”. Dato che i piani direttori cantonali sono soggetti all’approvazione della Confederazione, sarà comunque possibile garantire una certa uniformità sull’insieme del territorio, conclude la CAPTE-S.


ATS

CONDIVIDI