Gli svizzeri vogliono mobilità elettrica agevolata dallo Stato

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Chi all’acquisto di una nuova autovettura ha la scelta tra un motore a combustione o uno elettrico, opterebbe sin d’ora per la seconda variante se non ci fossero gli ostacoli costituiti da un’infrastruttura complessa delle postazioni di ricarica e dall’autonomia limitata. Per contro, i costi d’acquisto di un’auto elettrica assumono ormai un ruolo subordinato. Si tratta dei risultati di un sondaggio rappresentativo del servizio di confronto internet comparis.ch.

In tema di mobilità i cittadini svizzeri sono passati alla modalità del futuro. Ritengono infatti che polveri fini, ossido di azoto e CO2 debbano essere «tolti dalla circolazione» e che le auto elettriche possano dare un contributo significativo a tale scopo. Affinché la propensione pulita possa imporsi rapidamente, uno svizzero su due si aspetta che la Confederazione e i cantoni promuovano in modo mirato la mobilità elettrica. Uno su quattro è del parere che un incentivo sia perlomeno da prendere in considerazione e solo il 10 per cento dichiara che questo argomento non sia affare dello Stato.

«Pare che la popolazione svizzera individui nella mobilità elettrica un’opportunità per ottenere un’aria più salubre. Ora è tuttavia urgente creare la necessaria infrastruttura di postazioni di ricarica. In collaborazione con gli importatori di automobili e i fornitori di energia elettrica, la Confederazione, i cantoni e le città devono fare in modo che la mobilità elettrica diventi rapidamente disponibile in modo esteso e adatta all’uso quotidiano» questo il commento di Harry H. Meier, esperto di auto presso comparis.ch, sull’esito del sondaggio. L’esperto prosegue: «Anche se la rete di postazioni di ricarica esistente è una delle più capillari d’Europa, questa è però organizzata a livello esclusivamente privato. Ne deriva una carenza di coordinazione che, a sua volta, crea un puzzle di postazioni complesso e poco trasparente».

I cittadini svizzeri comprerebbero le auto elettriche
Le dichiarazioni dei partecipanti al sondaggio in merito alle loro intenzioni d’acquisto indicano che la mobilità elettrica pulita si affermerà ben presto nella vita quotidiana. Uno svizzero su due propende per l’acquisto di un’auto elettrica. Di fronte alla scelta, il 16% di tutti gli intervistati opterebbe esplicitamente sin d’ora per un’auto elettrica e un terzo dichiara che sarebbe almeno «presumibilmente» a favore di un acquisto del genere.

D’altra parte, l’autonomia limitata, per quasi il 90 per cento degli interpellati, e la struttura di ricarica insufficiente, per circa l’80 per cento, depongono contro l’acquisto di un’auto elettrica. Il prezzo assume solo un ruolo secondario. L’esperto di automobili Harry H. Meier dichiara: «I timori in materia di autonomia apparterranno ben presto al passato. Già oggi sono disponibili sul mercato modelli che, in condizioni realistiche, possono percorrere oltre 300 chilometri con una ricarica e, per l’anno prossimo, è previsto il lancio di modelli che dispongono di un’autonomia di 400 chilometri e oltre. Nel frattempo anche i prezzi si sono adeguati a quelli delle autovetture tradizionali».

Bando al diesel in Ticino e nella Svizzera francese
La popolazione non vuole più tollerare l’inquinamento atmosferico provocato dalle emissioni diesel. Il 50 per cento degli svizzeri è del parere che il divieto di circolazione delle autovetture diesel contribuirebbe a migliorare la qualità dell’aria. Promuoverebbe inoltre il dibattito politico sulle aree ambientali nelle città svizzere e il divieto di importazione di veicoli diesel. In seguito alla notizia del divieto di circolazione delle auto diesel in alcune città tedesche, nella sessione estiva del Parlamento svizzero sono state presentate due iniziative con intenzioni simili. I risultati del sondaggio fanno comunque pensare che il divieto delle auto diesel potrebbe incontrare un terreno sempre più fertile: il 31 per cento pretende infatti un divieto generale di questo tipo di motori e quasi un intervistato su cinque lo richiede perlomeno nei giorni con elevato inquinamento atmosferico. Un dato di fatto interessante: nella Svizzera francese e in Ticino (entrambi 41 per cento) un numero decisamente più elevato di persone chiede il bando del diesel dalle strade rispetto alla Svizzera tedesca (27 per cento). Per l’esperto di automobili Harry H. Meier queste differenze regionali non sono sorprendenti: «Il Ticino e la Svizzera francese confinano con due paesi, l’Italia e la Francia, che storicamente annoverano una percentuale molto alta di autoveicoli diesel. Decine di migliaia di frontalieri fanno ogni giorno la spola, spesso con i loro motori diesel vecchi e superati da tempo, lasciandosi dietro fuliggine e aria inquinata a scapito degli abitanti interessati». L’elevato inquinamento atmosferico da particolato nel Mendrisiotto che porta con regolarità ad accesi dibattiti, è il chiaro segnale che questo problema continua a non essere risolto.

Il diesel in caduta favorisce la mobilità elettrica
I primi segnali di cambiamento della mobilità sono già individuabili nella statistica ufficiale delle vendite dell’Unione professionale svizzera dell’automobile: le vendite di auto completamente elettriche sono aumentate di oltre il 30 per cento tra gennaio e maggio 2017 e, al tempo stesso, è proseguito il calo delle vendite di auto diesel. Nei primi cinque mesi dell’anno la domanda di auto con il problematico motore a combustione interna ha accusato un vero e proprio crollo di quasi il 5 per cento.

La Svizzera tiene quindi il passo con l’attuale tendenza: anche in Germania e nella maggior parte dei paesi europei la vendita di auto diesel ha subito forti cedimenti nel primi cinque mesi dell’anno. Dopo che, già lo scorso anno, la quota di diesel delle auto nuove aveva raggiunto un livello minimo, in Germania si è registrato l’amaro ribasso del 6,8 per cento.

Meier afferma: «Il calo del diesel promuoverà la tendenza verso la mobilità elettrica. Infatti, tanto più bassa è la quota delle nuove immatricolazioni di autoveicoli diesel economici, quanto più difficile diventa per l’industria automobilistica rispettare le norme sempre più severe in materia di CO2». Anche se le auto diesel emettono più ossidi di azoto nocivi per la salute rispetto alle auto a benzina, in passato erano apprezzate dagli acquirenti a fronte del consumo ridotto di carburante e dall’industria automobilistica per la conseguente bassa emissione di CO2. L’esperto di automobili Harry H. Meier dichiara: «Non mi sorprenderebbe se l’industria automobilistica avviasse un vero e proprio boom della mobilità elettrica nel corso dei prossimi due o tre anni. Infatti, solo così sarà in grado di rispettare i valori limite di CO2 e quindi evitare multe salate nell’era post diesel».


Informazioni relative al sondaggio
Per il sondaggio rappresentativo sono state intervistate 1’047 persone residenti in Svizzera. Il sondaggio è stato condotto, su incarico di comparis.ch, dall’Istituto di ricerche di mercato Innofact nel secondo trimestre 2017.


Comparis

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