Disoccupazione: in settembre ferma al 3%

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Il tasso di disoccupazione in Svizzera è rimasto fermo al 3% in settembre, per il quarto mese consecutivo.

I rilevamenti della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) indicano che alla fine del mese scorso i disoccupati iscritti presso gli uffici regionali di collocamento (URC) erano 133’169, in calo di 2’409 unità rispetto ad agosto. Rispetto a settembre dello scorso anno risulta invece una diminuzione di 9’506 unità (-6,7%).

Complessivamente le persone in cerca d’impiego registrate erano 193’624, 1’710 in meno rispetto ad agosto e 9’944 (-4,9%) in meno rispetto a settembre del 2016.

La disoccupazione giovanile (15-24 anni) è diminuita di 1’043 unità (-5,6%) arrivando a un totale di 17’709, ciò che corrisponde a 2’318 persone in meno (-11,6%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il numero di posti vacanti annunciati presso gli URC è aumentato di 17, raggiungendo 12’456 unità.

In Ticino la percentuale di senza lavoro si è attestata a settembre al 3,1%, invariata nel raffronto con agosto, mentre nei Grigioni il tasso è risultato dell’1,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali.

I valori più alti sono stati evidenziati da Ginevra (5,2%; dato invariato nel raffronto mensile), davanti a Neuchâtel (5,1%; -0,2 punti), Giura (4,4%; -0,3) e Vaud (4,3%; -0,1). Sotto la media nazionale, tra i cantoni romandi, Friburgo (2,7%) e Vallese (2,8%).

Le quote più basse sono state riscontrate a Uri (0,6%; invariato), Obvaldo (0,7%; -0,1), Appenzello interno (pure 0,7%; invariato) e Nidvaldo (1,0%; invariato). A Zurigo è stata registrata una quota del 3,3% (-0,1) e a Berna del 2,4% (-0,1).

La SECO ha reso noto anche i dati relativi alla disoccupazione parziale, che si riferiscono però allo scorso luglio. Il lavoro ridotto in quel mese ha interessato 1’807 persone, 1’544 in meno (-46,1%) rispetto a giugno, mentre il numero delle aziende colpite è diminuito di 142 unità (-40,5%), scendendo a 209. Quanto alle ore di lavoro perse, sono calate di 83’568 unità (-49,3%), portandosi a 8’863. Nel luglio 2016 erano state registrate 210’656 ore perse, ripartite su 4’250 persone in 453 aziende.

Sulla base di dati provvisori forniti dalle casse di disoccupazione, la SECO afferma inoltre che a luglio 2017 sono 2’781 le persone che hanno esaurito il diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

Oliver Schärli, capo della Direzione del lavoro presso la SECO, ha detto in una conferenza telefonica che i dati di settembre sono incoraggianti, soprattutto quelli relativi alla disoccupazione giovanile (-5,6% mensile; -11,6% annuo): queste cifre vengono considerate un indicatore precoce degli sviluppi congiunturali.

I giovani sono infatti i primi ad avvertire gli effetti di una crisi economica, o di una robusta crescita, sul mercato del lavoro, mentre sui lavoratori più anziani le ripercussioni si fanno sentire a ritmo ritardato. A settembre risulta che la disoccupazione tra gli over 50 è scesa rispetto ad agosto dello 0,5%, ma nel raffronto annuo risulta una flessione del 2,2%.

La situazione economica, ha affermato Schärli, è buona e anche il comparto industriale si è risollevato dopo la crisi provocata dall’abbandono della soglia minima con l’euro. Ma bisogna evitare qualsiasi euforia: gli ultimi mesi tradizionalmente sono il periodo dell’anno che presenta un maggior numero di disoccupati. Per l’insieme del 2017 la SECO pronostica un tasso di disoccupazione del 3,2%.


ATS

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