“Bernina fly”, chiesto il permesso di costruzione: si riaccende il dibattito

7
2443
Esempio di zip-line a due vie; in Valposchiavo la fune sarà solo una

Si riaccendono i riflettori sul “Bernina fly”, il progetto che vorrebbe portare una zip-line (in italiano suonerebbe come “gioco della teleferica“) in Valposchiavo. Cornelia Müller, Hans Russi e Antonio Marchesi hanno inviato, in data 22 ottobre, una lettera aperta (che proponiamo ai lettori in calce all’articolo) all’autorità edilizia del Comune di Poschiavo. Con la missiva, nella quale si vorrebbe dimostrare che la zip-line “Bernina fly” non sia compatibile con la zona protetta di Alp Grüm-Cavaglia/Cavagliola, si chiede che non venga concesso il permesso di costruzione.

Secondo i firmatari della lettera l’impatto ambientale sarebbe molto più incisivo di quello presentato nel Rapporto tecnico e nel Rapporto ambientale di Ecowert: ” ll rapporto tecnico – si legge – non é completo e cerca di far credere che la zipline non abbia un impatto disturbante. La perizia Ecowert si limita alle supposizioni, ma non presenta nessuna conoscenza scientifica”.

“Con rispetto – ha dichiarato Fabiola Monigatti, ideatrice del progetto della zip-line insieme a Gian Paolo Lardi – prendiamo atto dello scritto della signora Cornelia C. Müller e dei signori Hans Russi e Antonio Marchesi e li ringraziamo della loro presa di posizione in merito al progetto “Bernina fly”.

Foto – KA

“Gli accurati accertamenti in relazione al permesso di costruzione della zip-line Alp Grüm/Mota da Cavagliola – aggiunge Monigatti – sono stati eseguiti in stretta collaborazione con enti, associazioni e persone esperte in materia e del luogo. Confidiamo quindi in una valutazione oggettiva del progetto “Bernina fly” da parte delle autorità preposte, dotate delle necessarie competenze e conoscenze”.

In questo momento, i promotori si stanno concentrando sul permesso di costruzione, lasciando temporaneamente in sospeso la questione del finanziamento. “Senza permesso il progetto muore”, spiega Fabiola Monigatti. “Le diverse istituzioni che dovrebbero sostenerci si basano su un permesso di costruzione cresciuto in giudicato. Però –  conclude la promotrice – stiamo ancora raccogliendo le manifestazioni di interesse da parte di ditte e privati in veste di futuri azionisti e sostenitori”. L’eventuale ottenimento del permesso sarà dunque un passaggio decisivo per il futuro del progetto.


Marco Travaglia

 

 

No alla Bernina Fly Zipline

Abbiamo appreso che gli iniziatori del Bernina Fly zipline hanno chiesto il permesso di costruzione. Siamo molto preoccupati perché una zipline avrebbe un impatto grosso sulla zona Alpe Grüm-Cavaglia per quanto riguarda il paesaggio e le immissioni foniche. Siamo sicuri che l’impatto ambientale sarebbe molto più incisivo di quello presentato nel Rapporto tecnico e nel Rapporto ambientale di Ecowert. ll rapporto tecnico non é completo e cerca di far credere che la zipline non abbia un impatto disturbante. La perizia Ecowert si limita alle supposizioni, ma non presenta nessuna conoscenza scientifica.

Chi guarda dall’alto, dall’Alpe Grüm verso Cavaglia e il lago di Poschiavo, vede poi un lungo filo con palloni arancioni e dispositivi in alluminio lampeggianti che si installerebbero sopra la fune della zipline per avvertire gli uccelli grossi (aquila reale, gipeto) ed elicotteri. Non si trova nessun fotomontaggio che fa vedere questo fatto. Così non si capisce né grandezza né il numero previsto.

La zipline non é un’attivita sportiva, non rispetta il silenzio, la contemplazione, il godimento delle montagne, disturba la fauna, disturba il turista rispettoso della natura che fa passeggiate e alpinismo in quest’ambiente così bello e intatto.

Pensiamo che una maggioranza indigena si esprimerebbe contro la zipline. Chiediamo una votazione perché la voce del popolo dovrebbe decidere su un impianto che ha un impatto cosi forte su questo bel paesaggio.

Bernina Fly é un progetto Luna Park che disturba l’ambiente naturale protetto e descritto come patrimonio culturale dell’umanita UNESCO. Ci sembra che si dovrebbe collegarsi con l’UNESCO prima di chiedere un permesso di costruzione.

ll pianoro di Cavaglia é caratterizzato dal fiume che forma meandri e di biotopi sotto protezione regionale – la golena e la palude con una flora in parte rara: la trientale (Trientalis europaea). La zona della protezione nazionale é toccata direttamente dalle immissioni acustiche. La zipline passerebbe a pochi metri di distanza. I cervi, che vengono in primavera a pascolare, appena la neve si é sciolta e spunta il primo verde, resterebbero via se l’impianto zipline é in funzione.

Cavaglia forma un bacino con versanti alti e in parte rocciosi come un grande anfiteatro. Il rumore della zipline, i gridi e gli urli a voce alta delle persone che si buttano ad alta velocità da Alp Grüm a Cavagliola sono udibili dappertutto e pure l’eco – fino al ristorante Belvedere, nella Val Pila e fino al ghiacciaio di Palü…

Le stazioni di partenza e d’arrivo previste si trovano fuori delle zone edificabili. La legge non prevede la costruzione di edifici in questo territorio. Basta solamente compilare il formulario C? Chiediamo che la legge venga applicata e rispettata.

Non é detto che la zipline, una cosa di moda, non potrebbe fallire in un tempo di costanti cambiamenti veloci. Lo smaltimento dell’impianto dopo il fallimento dell’impresa deve essere fissato in un eventuale permesso di costruzione per garantire che lo stato originale sia rimesso e l’impianto non vada in degrado.

Per un turismo di qualità, anche secondo gli specialisti del ramo, un paesaggio curato e intatto é di vitale importanza. Una natura intatta, senza troppi interventi, é un patrimonio importantissimo e sarà sempre più ricercato. ll turista di oggi cerca sempre di più un ambiente naturale, ricco di fauna e flora, acqua pura, aria pura, terra pura, cibo puro e genuino, SILENZIO…

ll silenzio ha un valore impagabile. ll silenzio, la mancanza di rumori umani permette di sentire la voce della natura, il ruscello che parla, gli uccelli che cantano, il vento che sussurra… L’espressione acustica dell’uomo é troppo spesso inquinamento!

La zipline Luna Park creerebbe un grande impatto sul paesaggio e un forte inquinamento fonico tenendo via chi cerca il silenzio, il godimento della natura, la sua ricchezza…

L’esperienza della montagna spesso é una contemplazione, una meditazione che svela la bellezza dell’universo…

Per tutti questi motivi chiediamo che non venga concesso il permesso di costruzione per la zipline Alp Grüm -Cavaglia.

DISTINTI SALUTI

Cornelia C. Müller
Hans Russi
Antonio Marchesi

CONDIVIDI

7 COMMENTI

  1. Io credo che la zipline non disturbi così tanto come descritto qui sopra dagli oppositori.
    Faccio parte di quegli abitanti della montagna che desiderano vivere nella valli alpine, che desiderano vivere in un contesto di libero mercato e nel rispetto delle leggi, e non di meri aiuti statali.
    La ferrovia, tra Alp Grüm e Cavaglia, rumoreggia ma evidentemente è un disturbo acquisito, accettato. Analogamente i vari strumenti degli agricoltori che lavorano con numerosi motori a scoppio, ma che permettono di (soprav)vivere
    Il presenza dei ciclisti nella nostra montagna porta lavoro, allegria, vita. Analogamente sarà per la zipline, un progetto per chi pensa positivo e in modo aperto e progressista.
    Pertanto non lasciamoci condizionare da chi pensa solo in modo conservativo e contro lo sviluppo territoriale sostenibile.
    Desidero vivere in una valle viva, non in una valle di “natura morta”. Voglio vedere l’uomo, con la sua gioia di vivere e la sua intraprendenza, come parte integrante della montagna, non soltanto nel ruolo di “peccatore”.

    • Sono preoccupato! Sarebbe un gran peccato, il voler disturbare ancora di più la nostra pace e quella dei nostri cari ospiti che passeggiano sulle nostre belle montagne alpine. Già ora, andando a piedi da Alp Grüm – sia verso la Val da Pila – Lag da Pila – Cavaglia o da Alp Grüm sul sentieri sul versante destro verso Palü – La Dota – Cavaglia e viceversa; ti vedi “travolto” dai bike che scendono a velocità micidiale!
      La NATURA, caro Danilo Nussio, non è morta! Da nessuna parte del mondo! Se vuoi vivere in una zona che chiami viva, come penso la interpreti, dovresti farti un batter d’occhio a New York oppure nella bella Hong Kong!

    • Se il Cantone e il Comune investissero soldi in questo progetto, tanto distanti da “meri aiuti statali” non saremo. Il libero mercato, é un’altra cosa. Le leggi devono (anche in relazione a questo progetto) essere rispettate; chiaro! Non mi esprimo sui rumori e pericoli (a parte se cadessero cose durante il volo, ma anche a cio si sarà già trovata soluzione). Cosa si fa se l’idea (come spesso accade) non avrà il successo promesso/ipotizzato? In questo ho dei dubbi, ma non sono conservativo e tantomeno contro lo sviluppo territoriale sostenibile (stai forse paragonando Berninafly alla costruzione di muri a secco?). Questa attività sportiva non la conoscevo (a parte brevi tratte da un albero ad un altro). Mi é parso di capire che che non ci sia ressa tra la gente, per provare questo brivido (forse sbaglio). Quante migliaia di posti macchina si dovranno predisporre nella piana di Cavaglia? È prevista pure la costruzione di un albergo/ristorante? Dopo un volo di, forse, alcuni minuti, cosa fanno gli appassionati Flyer oltre che visitare le marmitte? Caro Danilo, posso dubitare un po?

      • Certo che puoi dubitarne un poco, caro Luciano. Ci mancherebbe. Ho seguito le varie presentazioni di Gian Paolo e Fabiola, ma non ne conosco i dettagli; e credo non sia compito mio entrare nei medesimi. Il mio è piuttosto un discorso di fondo…: lasciare il dovuto spazio a chi sta creando qualcosa di nuovo, a chi sta osando con la testa sulle spalle. Serve dare fiducia nei due giovani imprenditori.

        • Buon giorno Danilo,
          io penso che tu sappia bene cosa vuol dire
          imprenditore!
          Senza togliere nulla hai due giovani spero che loro sappino che se dovesse il loro progetto funzionare e’ha proprio rischio!!!
          Spero che chi e’coinvolto sappia a cosa va’incontro!!!

  2. Anch’io inoltrai richiesta alla commissione edile, parecchi anni fa, per poter allargare una finestra esistente su un monte. Non mi venne concesso il permesso, anche trattandosi di uno stabile “fuori zona”.
    Con cio’ voglio dire che “chiedere é sicuramente lecito”; se poi la richiesta del permesso di costruzione dovesse essere rigettata…pazienza (e in questo caso, motivi per non concederla, mi pare ce ne sarebbero piu di uno!). Situazione diversa se, il comune (siccome ha soldi da buttare) partecipasse all’investimento. In questa situazione, si dovrebbe assolutamente mettere il progetto in votazione. Spero che il buco senza fondo del CTL, non sia già cosa dimenticata.