Associazioni ambientaliste e privati contro zipline a Poschiavo

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Le associazioni ambientaliste si oppongono al progetto “Bernina fly”, che prevede la costruzione di una zipline lunga due chilometri in Valposchiavo: il progetto non si sposerebbe con il concetto turistico della zona e sarebbe di disturbo per la natura e il paesaggio, nonché per gli abituali turisti.

Secondo Mountain Wilderness e Pro Natura la zipline rischia di contaminare un’area dalla natura intatta, quella della piana di Cavaglia, protetta a livello cantonale e finora risparmiata da infrastrutture e rumore, e di disturbare i turisti che vengono qui in cerca di tranquillità.

Iniziatori del progetto sono Fabiola Monigatti e Gian Paolo Lardi, originari della Valposchiavo, i quali sulla base dell’esperienza sulla zipline di Albaredo, in Valtellina, hanno pensato di dare vita ad un progetto analogo fra Alp Grüm e Cavaglia, nel territorio del Bernina, patrimonio dell’UNESCO, “convinti di dare un importante contributo allo sviluppo turistico sostenibile della regione”, come si legge nel flyer dedicato al progetto. Per una
lunghezza di 1800 metri, percorribili a una velocità di 90 km orari, la durata dell’esperienza da brividi sarebbe di due minuti.

Secondo gli ideatori, Bernina fly, rappresenta un valore aggiunto per la Valposchiavo e per tutto il cantone: “il progetto collabora virtuosamente con le realtà presenti sul territorio, dalla Ferrovia Retica a Bernina Glaciers, al Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia, dall’albergatore al ristoratore, da Valposchiavo Turismo alle destinazioni turistiche engadinesi”.

L’investimento complessivo sarebbe di 1,2 mln franchi. “Nella fase dei colloqui, la Ferrovia Retica, la Confederazione, il Cantone dei Grigioni e il Comune di Poschiavo hanno manifestato interesse – dichiara all’ats Fabiola Monigatti – mostrandosi favorevoli a sostenere il progetto”. Il discorso finanziamenti resta tuttavia da definire più avanti: “dipende dalla concessione del permesso di costruzione, per il quale abbiamo inoltrato i documenti ad agosto, e dalla risposta all’iniziativa lanciata per la manifestazione d’interesse da parte di privati per sostenere economicamente il progetto; in base all’importo raccolto si vedrà quanto resta da coprire e come farlo”.

Tuttavia, a mettersi di traverso non sono solo le associazioni ambientaliste: alcuni privati che hanno terreni sotto il “filo” di collegamento tra le due stazioni di Alp Grüm e Cavaglia, spiega Monigatti, hanno espresso parere contrario per questioni legate all’ambiente e al rumore. “Ci siamo rivolti ad un giurista esperto in diritto ambientale, – continua Monigatti – in ogni caso abbiamo già un rapporto ambientale che stabilisce che il progetto si attiene alle disposizioni ambientali e si sposa con la zona. I rappresentanti stessi dell’UNESCO, – conclude – in visita in Valposchiavo ad agosto, pur ponendo alcuni paletti, hanno giudicato il progetto fattibile e positivo”.


Ats

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