La Posta: Assemblea comunale di Brusio del 26 novembre

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Esiste la possibilità effettiva di bloccare e di evitare la chiusura dell’Ufficio postale

Come da intervento, nel corso della recente Assemblea comunale, il sottoscritto, condividendo le forti preoccupazioni di molti cittadini, sollevava la questione inerente l’Ufficio postale di Brusio.

Tenor comunicato della seduta del CC del 16.10.2017 (Grigione Italiano del 19.10.2017, No. 42, pag. 5), il Consiglio comunale avrebbe preso atto che ormai sarebbe stato probabile la chiusura dell’Ufficio postale di Brusio… e che lo stesso Consiglio comunale avrebbe atteso eventuali proposte di partenariato della Posta CH SA.

Il sottoscritto riteneva scandaloso il procedere della “Posta CH SA” che in un comune come Brusio, dopo aver già soppresso ben quattro uffici postali ora intenderebbe sopprimere pure quello principale di Brusio!

Infatti è scandaloso e assurdo pretendere, come asserisce la Posta, che il suo ufficio più vicino di Poschiavo sarebbe raggiungibile in 20 minuti!… in ogni caso sarebbero già disattesi tutti i parametri indicati dalla Posta CH SA per l’eliminazione di un ufficio postale come quello di Brusio.

Del resto fra l’altro, sia detto che i nostri enti pubblici (Confederazione svizzera/Cantoni/Comuni) sono tenuti per Costituzione a erogare dei “SERVIZI PUBBLICI”… e quindi debbano agire con senso “pubblico” per tutti i cittadini! In un certo senso anche la Posta fa parte di questi enti pubblici che devono elargire servizi pubblici, quindi non servizi privati come una SA, tenor Diritto privato, Codice delle Obbligazioni!
Pertanto il sottoscritto diceva che in tutta la Svizzera esiste una forte opposizione alla chiusura degli uffici postali, che era dibattuta in Parlamento e che si stava varando una nuova legge per cui in diverse località si aveva bloccato la procedura di prevista chiusura fintanto che sarebbe stata approvata la nuova legge con relative nuove ordinanze e disposizioni.

Quindi il sottoscritto proponeva che prima di ulteriori passi in vista di una eventuale chiusura della Posta di Brusio sarebbe stato opportuno che il Consiglio Comunale li sottoponesse a una discussione assembleare. Se necessario poteva essere avviata anche una raccolta firme prendendo contatto con il Dipartimento federale. La Presidente CF Leuthard ha già concesso per es. al Canton Uri di bloccare una chiusura della Posta di un suo paese, Bürglen.

Il sindaco asseriva che ormai riteneva la questione Posta una lotta persa, cioè che lui non intendeva andare contro i mulini a vento come Don Chisciotte.

CARO SIGNOR SINDACO, CARI SIGNORI CONSIGLIERI
BASTA INFORMARSI SUL SITO WEB DELLA CONFEDERAZIONE, RISP. PER ES. ANCHE SUL SITO SYNDICOM O SUI GIORNALI!
RIPORTIAMO QUANTO È ORMAI GIÀ CHIARO: CHE IN LINEA DI MASSIMA, PER GLI ENTI CHE SI OPPONGONO ALLA CHIUSURA DI UFFICI POSTALI NECESSITA SOLTANTO CHE ESSI CHIEDANO DI BLOCCARE QUALSIASI ULTERIORE PROCEDURA INERENTE UNA EVENTUALE CHIUSURA FINO ALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA NUOVA LEGGE SULLE POSTE… E…


***************** (citazione dalla pagina iniziale Syndicom):

30.11.2017 …Ora è definitivo: la Legge sulle poste va modificata
Dopo il Consiglio nazionale ora anche il Consiglio degli Stati ha definitivamente deliberato che la Legge sulle poste va rivista. La mozione è nata dall‘insoddisfazione riguardo allo smantellamento degli uffici postali. Dopo che entrambe le camere si sono espresse contro le posizioni di Posta e Consiglio federale ora ci vuole un‘urgente battuta di arresto. Le chiusure vanno finalmente fermate.

Segnale ultra chiaro
Dopo che la Posta ha annunciato, oltre un anno fa, lo smantellamento totale degli uffici postali, dall’inizio del 2017 incontra grandi resistenze nell’attuazione del suo piano. La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N) ha lanciato per prima una mozione con la quale chiedeva una revisione dei criteri di raggiungibilità per le prestazioni della Posta e il traffico dei pagamenti. Né la Posta né il Consiglio federale hanno ritenuto opportuno attendere il dibattito sull‘argomento e hanno proseguito i loro piani. 10 mesi dopo l‘inoltro delle mozione, ora anche il Consiglio degli Stati ha approvato a stragrande maggioranza la mozione della CTT-N. Il Consiglio nazionale ha accolto l‘intervento con 172:13 voti a favore e il Consiglio agli Stati in data odierna con 35:5 voti favorevoli. Il Parlamento non poteva esprimere in maniera più chiara la sua insoddisfazione riguardo alla strategia della Posta e del Consiglio federale.

Il successo della campagna di syndicom
Dopo che syndicom ha informato la popolazione e il mondo politico sulle dimensioni di questo smantellamento, con una mappa degli uffici postali a rischio e una grossa campagna, le cose hanno cominciato a muoversi. In decine di comuni sono state raccolte oltre 100´000 firme con delle petizioni, e innumerevoli interventi e iniziative cantonali sono stati indirizzati al Parlamento.
«Ora sta al Consiglio federale e alla Posta prendere finalmente sul serio le esigenze della popolazione, dell‘economia e della politica. Lo smantellamento va fermato almeno finché non sarà stata effettuata la revisione della Legge sulle poste. Serve finalmente una strategia su come sviluppare la rete», commenta Roland Lamprecht di syndicom.”


E sul Giornale del Popolo del 01.12.2017 a pag. 13 si cita pure la presa di posizione del portavoce della Posta, Marco Scossa, che dice che le Poste prendono atto della decisione chiara delle Camere del Parlamento federale di accogliere i quattro atti parlamentari e precisa che:
“Conduciamo un dialogo sul territorio in modo capillare e all’insegna dell’apertura sia con i Cantoni, sia con i Comuni e, non da ultima, con la popolazione locale…”


SI CHIEDE PERTANTO AL COMUNE/RISP. AL CONSIGLIO COMUNALE DI BRUSIO DI COMUNICARE ALLA “POSTA CH SA” CHE LA PROCEDURA PER EVENTUALE CHIUSURA DELL’UFFICIO POSTALE DI BRUSIO VENGA SOSPESA FINO ALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA NUOVA LEGGE SULLE POSTE E VENGA DATA LA POSSIBILITÀ DI ESPRIMERSI ANCHE ALLA POPOLAZIONE DEL COMUNE DI BRUSIO.
QUINDI NESSUNA NECESSITÀ NÉ DI DON CHISCIOTTE, NÉ SANCHO PANZA CONTRO I MULINI A VENTO (… che del resto a Brusio non sono mai esistiti)… ma pieno rispetto delle possibilità reali dell’iter democratico, nel quale, come ammesso dalla stessa Posta CH SA, debba esser sentita anche la popolazione!

P.S.: Del resto diverse inchieste svolte fra la popolazione dove si erano chiusi gli uffici postali sostituendoli con delle cosiddette agenzie di partenariato per es. in negozi ecc. si è constatato una chiara disapprovazione della popolazione perché in una tale cosiddetta agenzia/filiale non esiste un minimo di privacy e di riservatezza come invece in un vero Ufficio postale… sarà bene imparare anche da queste esperienze negative.


Plinio Pianta

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