Arsenico sui “munt”, attenzione alta ma niente allarmismi

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Nel punto “Varia ed eventuali” della Giunta comunale di lunedì 12 marzo, il vice-presidente Carlo Crameri si è fatto portavoce della tematica relativa alla presenza di arsenico nell’acqua sui monti, fatto che, secondo il membro del PDC, crea preoccupazione, soprattutto tra i non residenti del comune di Poschiavo. Chi affitta le case, poi, “con la qualità dell’acqua che si ritrova, potrebbe incorrere in sanzioni in quanto non risponde ai requisiti o non è ancora stata analizzata a sufficienza”.

Il Podestà Alessandro Della Vedova e il consigliere comunale Franco Vassella hanno assicurato la massima attenzione sulla tematica (anche se il Comune non ha un obbligo di legge per l’approvigianemento dell’acqua: è compito del privato allacciarsi alla fonte). Vassella ha messo al corrente che presto, di concerto con il Cantone, verrà svolta una campagna informativa a favore della cittadinanza, in modo da fare chiarezza su una tematica molto complessa e che, al di là di tutto, come ha riferito Carlo Crameri, “incide negativamente sull’afflusso di gente nei nostri monti”.

A riprova di questa argomentazione, il consigliere comunale Orlando Lardi ha sottolineato come la tematica sia all’ordine del giorno in un incontro con Valposchiavo Turismo; l’argomento, infatti, preoccuperebbe proprio gli operatori turistici di montagna, come ha anche fatto presente il consigliere Fulvio Betti (UDC).
In chiusura, il consigliere Arno Marchesi (UDC) ha raccomandato di non ingigantire troppo il problema. Negli anni passati, questa la sua tesi, si beveva acqua con contenuti di arsenico più elevati; solo le norme sempre più stringenti avrebbero quindi creato un problema che prima non esisteva.

In questo contesto è utile sottolineare che le direttive più rigorose relative al consumo di arsenico emergono in seguito a nuove ricerche scientifiche. In particolare, a partire dal 2009, lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato l’arsenico come elemento cancerogeno certo per l’uomo. La normativa europea prevede una quantità massima di 10 μg/l di arsenico nelle acque destinate a consumo umano. Si tratta di un valore che mira ad assicurare che le acque destinate a questo scopo possano essere ingerite in condizioni di sicurezza nell’intero arco della vita. Un consumo maggiore di quello indicato non rappresenta un pericolo nel breve periodo, ma obbliga però le autorità competenti a trovare delle soluzioni nei tempi giusti. Ecco perché, come ribadito a più riprese dal Podestà, l’attenzione alla tematica è alta ma, in questo momento, è inutile creare allarmismi.


Marco Travaglia

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