L’addio di Elda Simonett Giovanoli

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Immagine da: www.labregaglia.ch

Sabato 9 marzo, con un tempo incantevole, in un paesaggio immacolato da favola, Elda Simonett-Giovanoli, un personaggio che come pochi altri ha impersonato e promosso la cultura, la lingua e la scuola del Grigioni italiano, ha preso commiato dal villaggio che ha segnato il suo destino. Ormai al di sopra di tutte le miserie umane, in un impeto di fratellanza e vera libertà, Elda ha voluto raccogliere intorno a sé, senza distinzione né linguistica né confessionale, tutti quelli che l’hanno conosciuta e amata, in una cerimonia indimenticabile, da lei stessa voluta e organizzata nella chiesa riformata di Bivio.

L’umile e spoglia chiesa protestante è gremita all’inverosimile, in grandissima parte di suoi ex alunni, per i quali Elda ha continuato ad essere la maestra per antonomasia. La cerimonia introdotta dal pastore Peter Wydler, condecorata dalla piccola corale della Comunità, si prospetta più che mai sobria, seria e chiusa nel suo piccolo mondo. Ma Elda ha espressamente voluto anche la partecipazione del suo ex alunno di cui più che di ogni altro andava fiera, il Padre Mauro Jöhri, Generale dei Cappuccini (che nel mondo sono oltre diecimila, presenti in 110 paesi, il quarto Ordine religioso cattolico per importanza numerica, dopo i Gesuiti, i Salesiani e i Minori); il Padre Mauro Jöhri, che da molti anni dirige a Roma le sorti di questo gigantesco Ordine e che proprio da Elda, negli anni Cinquanta del secolo scorso ha mutuato l’amore per la lingua italiana, e probabilmente anche un po’ dello spirito indipendente e della grande apertura mentale che fa di lui un paladino in un processo di “ecumenismo francescano” molto caro a Papa Francesco.

È così che quando Padre Mauro prende la parola, le anguste pareti della chiesa si dissolvono, si apre un mondo senza limiti. La presenza di Elda si fa concreta. Riviviamo le tappe della sua vita, l’ammirazione che desta nei suoi allievi per il suo carisma d’insegnante, le sue capacità narrative, la sua empatia con ogni singolo allievo, la sua eleganza e signorilità indistruttibile anche in mezzo alle stalle. La rincontriamo come autrice di testi didattici, regista di teatro, redattrice dell’Almanacco, autrice di numerosi libri e collaboratrice di tutti gli organi di stampa della nostra minoranza. Gli occhi dei presenti si fanno lucidi. È la palingenesi dell’italianità di Bivio, che raggiunge il suo apice al momento in cui, con solarità autenticamente francescana ed ecumenica, il Generale cappuccino pronuncia per intero il Cantico delle creature in onore della defunta.Ancora Con la scomparsa di Elda, Bivio non sarà mai più quella che fu quando lei era la coscienza culturale della comunità. Ne prendono coscienza i presenti con l’omelia e la decorosa chiusa della cerimonia in lingua tedesca da parte del pastore Peter Wydler. Il Pastore a sua volta, ospitando con squisita discrezione e dando la parola a Padre Mauro, ha dato una stupenda testimonianza di riverenza e di rispetto per l’operato e la personalità di quella che fu la MAESTRA di Bivio.


Massimo Lardi

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