Evelina Raselli, dalla delusione olimpica al futuro nelle Ladies

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Immagine da: www.hcluganoladiesteam.ch

Dopo l’esperienza olimpica di febbraio con la Nazionale femminile di hockey su ghiaccio, Il Bernina ha raggiungo Evelina Raselli che, a caldo, troppo delusa, non se l’era sentita di rispondere a domande sull’eliminazione della compagine Svizzera ai quarti di finale. Oggi, dopo più di un mese dai fatti, la nostra Evelina ha ritrovato la forza e ha voluto rispondere ai suoi affezionati lettori parlando della sua grande delusione, del cammino con le Ladies di Lugano e di quello che le prospetta il prossimo futuro.

 

Sappiamo che eri molto delusa per l’eliminazione alle olimpiadi. Ti sei ripresa? Quanto ha inciso e ancora incide sul tuo morale?
Dopo aver perso la partita dei quarti di finale contro la Russia, anche visto il mio ruolo in squadra, ho cercato di motivare le mie compagne: eravamo alle olimpiadi ed avevamo la possibilità di raggiungere un 5° posto, sinonimo di diploma olimpico. Vincere 5 partite delle 6 disputate credo abbia dimostrato di che pasta siamo fatte alle persone che ci seguivano da casa. Non è stato semplice, ho provato a fare del mio meglio.

Finito tutto, però, la delusione è arrivata, eccome se è arrivata. È difficile da spiegare, giocarsi la medaglia alle olimpiadi è stata la mia motivazione quotidiana degli ultimi 4 anni e in un attimo è svanito tutto. Sappiamo di aver dato il massimo, nessun rimpianto insomma e sono sicura che tra un po’ di tempo riuscirò a fare mie anche le sensazioni positive di questa esperienza.

La rete di Evelina contro il Giappone ( Photo of Matt Zambonin/HHOF-IIHF Images)
Immagine dalla pagina FB di Evelina Raselli

Come hai preso, invece, la vittoria del campionato svizzero da parte dello Zurigo a discapito delle Ladies? Cos’è mancato alla squadra di Lugano per vincere quest’anno?
Non è mai divertente perdere. Detto questo, va comunque riconosciuto che lo Zurigo vanta almeno 10 ragazze della nazionale Svizzera oltre che ad altre straniere ed ha un’ottima organizazzione con squadre in serie C, B e A: se non vincevano loro chi altro doveva farlo?

Personalmente ho fatto molta fatica a trovare la forza e la motivazione fisica e mentale per giocare questi playoff, ma sono comunque molto orgogliosa della mia squadra. Non è più il Lugano con 4 straniere canadesi che risolvono tutto, eravamo una squadra in fase di crescita con molte giovani leve. C’è stato il cambio di allenatore e pure dopo la sconfitta ai quarti di finale in Coppa Svizzera contro il Thun non era scontato arrivare in finale e comunque giocarsela.

Le donne dell’hockey svizzero, a differenza degli uomini non percepiscono uno stipendio, nemmeno le atlete nazionali. Tu come fai a coniugare tutti gli allenamenti e le partite con la vita lavorativa?
Non posso che ringraziare i miei genitori, la mia famiglia, per non avermi mai fatto pesare i loro sacrifici. Ora vivo, lavoro e gioco nella stessa città; è diverso da quando ero ragazza e mi dovevo far portare 4, 5 o 6 volte alla settimana da un posto all’altro. Ci vuole molta organizzazzione ed ho sempre dovuto mettere delle priorità, ma essendo cresciuta con questa passione non mi è mai pesato farlo. Mi ritengo comunque molto fortunata di poter praticare il mio sport a questo livello, rappresentare la nazionale ai mondiali o appunto avere l’occasione di partecipare alle olimpiadi, ma comunque avere una vita “normale” e non da atleta professionista.

Dopo tanti anni nelle Ladies non senti il bisogno di cambiare aria, magari con un’esperienza in un’altra squadra Svizzera o all’estero?
Non so proprio che dire al momento per quanto riguarda il mio futuro. Prima devo chiudere definitivamente questa stagione, metabolizzare, staccare completamente e poi prenderò una decisione. Ho letto in questi giorni che questa è stata la mia decima stagione con le Ladies: è veramente tanto tempo, forse è arrivato il momento di cambiare. O forse è arrivato il momento di smettere. Davvero ancora non lo so.

Concludiamo con una curiosità. Se non avessi avuto la possibilità di scegliere l’hockey, quale sport avresti fatto?
Eh eh eh… è difficile da dire. Fin da piccola sono stata molto attiva a livello sportivo e mi è sempre piaciuto spaziare tra diverse attività. Soprattutto in questo periodo con l’arrivo della primavera e delle temperature miti, mi piace stare all’aria aperta: una corsa serale dopo lavoro, una partita di tennis, una a beach volley; oppure d’inverno un giorno sugli sci, il nuoto, una camminata in montagna, ecc. Per esempio la scorsa estate ho pure provato a fare canottaggio. Lo sport fa parte della mia vita e mi aiuta a trovare il mio equilibrio, ma penso che non sarei disposta a farne nessun altro a livello agonistico.


A cura di Ivan Falcinella

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