Ancora movimenti sul Pizzo Cengalo, Val Bondasca resta chiusa

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Immagine della prima frana a Bondo © 2017 Kanton Graubünden

Ad un anno dell’enorme frana il Comune di Bregaglia (GR) conferma nuovi movimenti di roccia sul Pizzo Cengalo e rinnova quindi il divieto di accesso alla Val Bondasca.

“Il Comune di Bregaglia conferma i movimenti di roccia al Pizzo Cengalo. Si raccomanda vivamente di non entrare in Val Bondasca”: così il Comune in un tweet diffusoi ieri sul noto social network.

Se durante l’inverno sulla montagna al confine con l’Italia tutto è rimasto tranquillo, come ha confermato alla Keystone-ATS Martin Keiser dell’Ufficio cantonale foreste e pericoli naturali, a luglio la massa rocciosa ha ricominciato a muoversi. Già a fine maggio la sindaca del Comune di Bregaglia Anna Giacometti aveva annunciato la chiusura della valle verosimilmente per tutto l’anno poiché, aveva detto sulle frequenze della radio svizzerotedesca SRF, stando agli esperti sussiste ancora il rischio di caduta di massi.

Il 23 agosto scorso una frana di oltre tre milioni di metri cubi – tra le più grandi degli ultimi 130 anni in Svizzera – si staccò dal Pizzo Cengalo investendo la Val Bondasca, laterale della Bregaglia. Decine di abitazioni furono danneggiate, mentre otto escursionisti di nazionalità elvetica, tedesca e austriaca risultano scomparsi da quel momento.


ATS

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