Piano finanziario, le idee dei partiti per contenere gli investimenti

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Nella recente seduta di Giunta del Comune di Poschiavo del 1° ottobre si è parlato del piano finanziario 2019-2023, strumento utile per l’allestimento del preventivo 2019. Gli investimenti netti pari a 5’031’500 CHF hanno preoccupato non poco i partiti, chiamati ora a trovare delle soluzioni per contenerli.

Secondo il portavoce del PDC Graziano Crameri, è “importante avere una proiezione delle finanze comunali per i prossimi 5 anni; ma il PDC ritiene oltremodo importante che gli investimenti siano in relazione alle nostre reali capacità finanziarie rispettando il grado di autofinanziamento indicato dal Cantone. Solo con questi obiettivi si può garantire al Comune di Poschiavo una solida base finanziaria per il futuro. Ora, è compito del’Esecutivo presentare un preventivo 2019 che tenga conto delle priorità e delle reali possibilità d’investimento”.

Di parere simile anche Ivan Pola di Poschiavo Viva: “Gli investimenti sono necessari, non devono per forza essere contenuti. Importante è stabilire la cifra ideale che il Comune può permettersi di investire, e qui le opinioni sono concordi, perché tramite il sistema contabile e il grado di autofinanziamento il Cantone detta i parametri per il calcolo della cifra di investimento realizzabile. Nell’allestimento del preventivo, il Comune mette in cantiere una quota di investimento superiore al consentito, ciò in previsione degli imprevisti che potrebbero subentrare come i ricorsi, i ritardi nella progettazione, la delibera dei sussidi ecc. In questo modo, se un progetto si arresta l’autorità può farne partire un altro per garantire la quota di investimento stabilita. Importante è che il Consiglio comunale vigili affinché la cifra annuale realizzabile non sia superata”.

“Sia nella Giunta in merito al piano finanziario sia nell’ultima Giunta del 22 ottobre, – questo il commento del portavoce UDC Fulvio Betti – PLD e UDC hanno auspicato una pianificazione degli investimenti secondo il principio della priorità, in modo che il finanziamento degli stessi rientri nei parametri consigliati dal Cantone. Ciò non significa tagliare (eliminare definitivamente) investimenti, ma semplicemente di pianificarne meglio l’esecuzione negli anni. Questo perché non possiamo lasciare alle prossime generazioni un debito troppo alto e questo è possibile solo se l’autofinanziamento segue i parametri. Un altro motivo è che i progetti devono essere seguiti e le risorse umane disponibili non possono assumere un carico eccessivo di progetti”.

Ma qual è dunque il limite che si può applicare agli investimenti? Secondo Graziano Crameri, “il PDC si è già espresso negli scorsi anni ponendo un tetto massimo agli investimenti; riteniamo che questa sia una politica sana, equilibrata e di qualità per il futuro del nostro comune”.

Per Poschiavo Viva è difficile stabilire il limite accettabile: “E’ palese – suggerisce Ivan Pola – che la gestione corrente debba chiudere in pareggio. Se a inizio legislatura il taglio lineare del 10% su tutte le voci contabili ha portato a un certo risparmio, oggi il sistema comincia a mostrarne i limiti. Per esempio, le strade in cattivo stato dovranno essere risanate anticipatamente perché la manutenzione ridotta ne ha accelerato l’usura, perciò anche il risparmio a tutti i costi va ponderato. Il compito del Comune è quello di regolamentare l’uso delle infrastrutture per mantenerle efficienti e creare le condizioni quadro affinché sia attrattivo per l’insediamento di persone e attività ciò contribuisce allo sviluppo e alla prosperità”.

Molto pragmatico, infine, il pensiero del capogruppo del PLD Fabio Zanetti. “Secondo il piano finanziario presentato, – ha detto – per i prossimi anni il comune di Poschiavo potrà contare su un flusso di cassa di circa 2.3 milioni di CHF all’anno. Gli investimenti che vanno oltre questa cifra faranno automaticamente aumentare il debito. Per la realizzazione di opere impellenti, per un ente pubblico è sicuramente tollerabile investire prendendo dei soldi in prestito. Bisogna comunque essere coscienti che questo modo di procedere restringe lo spazio di manovra per gli anni futuri. Di conseguenza – ha concluso – riteniamo che ogni investimento vada valutato in modo critico, fissando delle priorità in modo da mantenere in equilibrio i conti pubblici”.


Marco Travaglia

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