È giunta l’ora di contestare

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Da decenni la nostra scuola dell’obbligo è sopraffatta da riforme che non hanno apportato miglioramenti, anzi il suo livello è calato e gli allievi sanno meno di prima. Con la messa in atto anche nei Grigioni del nuovo piano di studio, il cosiddetto Lehrplan 21, elaborato da un gruppo di lavoro della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione dei 21 cantoni tedescofoni, sulla base di modelli internazionali, senza coinvolgere le voci critiche di molti competenti pedagogisti, queste riforme hanno assunto lo stato di ufficialità.

Bisogna inoltre sapere che questo nuovo piano di studio comporta un cambiamento radicale del sistema scolastico che, con i suoi più di 2000 passi di competenza, diventa norma e paragonabile in campo internazionale. Nelle strutture scolastiche, senza che sia mai stato dichiarato, viene inglobata la scuola dell’infanzia, finora facoltativa. Ricordiamo: nel 2008 la cittadinanza grigionese ha bocciato l’adesione al Concordato Harmos, che tra l’altro già allora intendeva abolire la scuola dell’infanzia. La scuola dell’obbligo è e resta di competenza dei cantoni e già prima dell’introduzione del Lehrplan 21 circa l’80% dei contenuti pedagogici erano armonizzati con gli altri cantoni. Non c’era dunque nessuna necessità di introdurre questa mega riforma.

Dopo 40 anni di permanenza a Zurigo e dintorni, alcuni anni fa tornai nei Grigioni. Da allora costato con piacere la fierezza dei grigionesi per la molteplicità delle loro culture, del magnifico paesaggio e di quanto apprezzino l’autonomia del loro Cantone. Spero perciò che dimostriamo di voler restare autonomi e contestiamo queste riforme dannose, sostenendo con due Sì il 25 novembre le iniziative per una maggior codecisione nel campo dell’istruzione.


Rico Calcagnini, Buchen

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