La ricostruzione di un muretto a secco come LIA

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In alto da sx.: Stefano Tuena e Nicholas Fascendini; in basso da sx.: Michele Senini eMarco Caspani

Quattro apprendisti muratori che frequentano l’ultimo anno della Scuola professionale a Poschiavo hanno deciso di svolgere in gruppo il LIA (Lavoro Individuale di Approfondimento), lavorando direttamente sul campo e mettendo così in pratica gli insegnamenti di un corso sulla costruzione di muri fugati, nonché quanto fin qui da essi appreso nelle diverse aziende formatrici.

Nicholas Fascendini, apprendista presso la Martinelli AG di St. Moritz, spiega che all’interno della classe dell’ultimo anno di tirocinio per muratori, si è deciso di svolgere la tesi di fine apprendistato assieme, scegliendo come tema i muri a secco, un’arte secolare molto presente anche alle nostre latitudini e da poco inserita nel patrimonio dell’UNESCO. Oltre al consueto lavoro di ricerca, la tesi consiste anche in una parte pratica, ossia nella ricostruzione di un muro a secco esistente, che verrà poi dettagliatamente documentata e in essa integrata.

Assieme all’insegnante di cultura generale della Scuola professionale Domenico Pola, che ha accompagnato i ragazzi nella fase di preparazione al lavoro, è stato dapprima individuato un muro che necessitasse di un intervento, poi ci si è occupati degli aspetti legali (richiesta di permesso ai proprietari confinanti) e quindi di quelli logistici e organizzativi. Infine, nella settimana fra il 3 e il 7 dicembre 2018, i quattro compagni di tirocinio sono passati alla fase operativa in piena autogestione.

Il muretto in oggetto, di proprietà della Parrocchia cattolica di Campocologno e situato a sud-est del cimitero del villaggio di confine, presentava due generi di costruzione: una parte in muro a secco e un’altra in muro fugato. Stefano Tuena, apprendista presso l’impresa Zala Manuele di Prada, dice che durante l’intero periodo di formazione i quattro futuri muratori hanno svolto i corsi sempre assieme e sono divenuti amici; così l’idea di fare il LIA in gruppo è nata quasi spontanea.

Michele Senini, della ditta Capelli Reto di Prada, afferma inoltre che per loro il LIA, svolto parzialmente sul campo, ha rappresentato anche una sfida per verificare cosa fossero capaci di mettere in pratica ed è soddisfatto di come è proceduto il lavoro. Della logistica, in modo particolare, si è invece occupato Marco Caspani, impiegato presso la ditta Pianta Pasquale di Campocologno, il quale ha organizzato il materiale per poter eseguire la ricostruzione del muretto.

In realtà – riferiscono però i quattro amici apprendisti – l’ultimo corso obbligatorio da essi svolto a Ramosch, in Engadina Bassa, riguardava la costruzione di muri in pietra fugati con malta. Dei quattro solo Nicholas Fascendini, nella sua precedente formazione come muratore in Italia, aveva già partecipato a un corso per costruzione di muri a secco. Gli altri tre hanno invece messo in pratica conoscenze acquisite in famiglia o sui cantieri, dove però questo tipo di costruzione è sempre più rara.

La mancanza di un corso specifico obbligatorio sui muri a secco è un vuoto formativo che tuttavia, grazie anche ai corsi organizzati regolarmente dal Polo Poschiavo, potrà sicuramente essere colmato in collaborazione con le aziende formatrici. L’importanza che questi antichi manufatti stanno vieppiù acquisendo e la lenta scomparsa delle generazioni ancora in grado di costruirli a regola d’arte, infatti, potrebbe in futuro aumentare la richiesta di personale specializzato.


Achille Pola

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