Presentazione della campagna di Sacrificio Quaresimale

Domenica 17 marzo nella collegiata di Poschiavo

Agenda 2019 di Sacrificio Quaresimale

Incontro presentazione campagna Sacrificio Quaresimale

La Campagna ecumenica 2019, la cinquantesima organizzata da Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti, in collaborazione con Essere solidali, si concentra sui diritti delle donne. Con il motto Insieme con le donne impegnate nel mondo – Insieme per un mondo migliore, essa vuole essere un tributo al loro impegno esemplare a favore delle loro famiglie e comunità. Giustizia, diritti umani e dignità umana sono i temi che hanno contraddistinto le campagne degli ultimi 50 anni. Questa cooperazione ecumenica, oltre che longeva, è unica al mondo.

Alimata Traoré
«Quando ti rendi conto di ciò che sta accadendo nel mondo, ti senti in dovere di impegnarti» (Alimata Traoré, Mali)

Le donne ricoprono un ruolo essenziale nell’economia globale, tuttavia esse sono sottorappresentate a tutti i livelli decisionali, soprattutto quando si tratta di decidere e di controllare l’utilizzo delle risorse. Le donne mantengono la rete sociale e in molte parti del mondo, nelle aree rurali si fanno carico di una grande parte dei lavori agricoli, oltre ad occuparsi dei figli, degli ammalati e degli anziani. Al Nord come al Sud del mondo, sono coraggiose paladine che difendono i loro diritti e quelli della loro comunità, si impegnano per un’economia al servizio della vita e si adoperano per un cambiamento, di cui c’è urgente necessità.

Questo impegno è particolarmente importante nel contesto dello sfruttamento delle risorse naturali, che spesso porta a violazioni dei diritti umani, furto di terra o inquinamento del suolo e delle acque. Molte organizzazioni partner di Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti riferiscono di questi effetti catastrofici del business delle materie prime. Inoltre, vi sono abusi fisici nei confronti delle donne. I casi di stupro e di violenze attorno alle miniere e alle grandi piantagioni sono in aumento. Ma che si tratti del Sudafrica, del Congo o del Laos, le donne rivendicano i loro diritti, unendo le forze e sostenendosi a vicenda. L’opuscolo realizzato appositamente per la Campagna di quest’anno raccoglie le testimonianze di 50 donne che si impegnano per un cambiamento in Africa, America Latina, Asia e Svizzera.

Sempre attuale, anche dopo 50 anni

Anne-Marie Holenstein
«Ho iniziato a interessarmi ai ruoli delle donne nella società già negli anni 50 quando, intuitivamente, sentii di dover uscire da questi obblighi» (Anne-Marie Holenstein, Svizzera)

Correva l’anno 1968: la società era in fermento e anche nelle Chiese spirava un vento portatore di novità. Sull’onda del Concilio Vaticano II e del Consiglio Mondiale delle Chiese, le Chiese furono sollecitate a impegnarsi maggiormente per il bene del mondo intero e ad intervenire attivamente nelle questioni politiche. Questo portò alla prima campagna d’informazione congiunta nell’inverno del 1969 da parte di Pane per i fratelli (ora Pane per tutti), Sacrificio Quaresimale e Swissaid. A questo scopo furono sviluppati slogan che ancora oggi spingono la gente a riflettere: «Cosa bisognerebbe fare per far morire di fame 40 milioni di persone? Niente». Questa campagna è stata la prima che ha dato avvio ad una lunga e fruttuosa collaborazione, di cui quest’anno si festeggia il cinquantesimo anniversario.
Allora come oggi, l’attenzione si concentra sui diritti umani, la salvaguardia del creato, le pratiche commerciali sostenibili, la pace e le pari opportunità, con lo scopo di attirare l’attenzione sulle ingiustizie, sensibilizzando le persone in Svizzera.

Il cinquantesimo anniversario della Campagna ecumenica offre inoltre l’opportunità di celebrare e onorare l’impegno profuso in passato e nel presente. Concentrandosi sul lavoro delle donne impegnate, riconosce che le donne del Sud e della Svizzera, nei progetti, nelle parrocchie, nelle comunità, nella società tutta, sono una forza trainante per il cambiamento verso un ordine economico e sociale basato sulla cooperazione piuttosto che sullo sfruttamento.

Sister Mary John OSB
«Un giorno durante una manifestazione un poliziotto mi domandò: “Suora, non sarebbe meglio se lei si occupasse dell’anima delle persone?”. Ribattei: “Lei vede delle anime qui? Io vedo solo persone”» (Sister Mary John OSB, Filippine)
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